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Annunciata
l’unica
data italiana dei The Roots
nell’ambito del loro “The Game Theory World Tour”: sarà
il
6 dicembre 2006 al Rolling Stone di Milano
(corso xx
marzo, 32 – ingresso: 25,00 euro + dir.prev. – apertura
porte: ore 19.30).
In concerto il gruppo hip-hop di Philadelphia
presenterà
l’atteso nuovo album,
Game Theory
(Def Jam/Universal),
in
uscita il 1° settembre.
"Game
Theory" è il seguito di "The Tipping Point", album del
2004 che solo negli Stati Uniti ha venduto quasi 400.000
copie. A pubblicare il disco è l’etichetta discografica
Def Jam di Jay-z, che oltre ad essere uno dei rapper più
famosi del mondo (ha venduto oltre 40 milioni di dischi,
vinto svariati premi e di recente è stato incoronato
come “il più grande MC di tutti i tempi” secondo un
sondaggio di MTV) ne è anche il presidente (e
precedentemente co-fondatore della Roc-A-Fella Records
che ha prodotto tra gli altri Kanye West, Memphis Bleek
e gli Young Gunz).
L’album,
composto da 14 tracce, è il più provocatorio e denso di
riflessioni dei Roots sull’attuale situazione mondiale.
Il batterista uestlove lo descrive come “molto maturo,
serio e molto dark”.
Definire
l’ensamble di Philadelphia come una band hip-hop
potrebbe sembrare riduttivo. Riescono a fondere musica
soul, free-jazz, rock ed elettronica e sono impostati
come una vera rock band con batteria, chitarra, basso.
Le esibizioni live sono sicuramente uno dei loro punti
di forza.
Il gruppo
si forma a Philadelphia nel 1987 dall’incontro del
rapper Black Thought (Tariq Trotter) e del batterista ?uestlove
(Ahmir Khalib Thompson), che si conoscono alla High
School for Creative Performing Arts cittadina. Il gruppo
si afferma nel circuito studentesco suonando live per
batteria e rap, assemblando progressivamente nel gruppo
il bassista Hub (Leon Hubbard) e un altro rapper, Malik
B. Le prime esecuzioni culminano nel 1993 in un concerto
in Germania in occasione del quale il gruppo incide
l’album “Organix”, pubblicato dalla Remedy Records. Ma
la prima uscita discografica per una major avviene nel
1995, con il supercelebrato “Do You Want More?!!??!”,
album che entra nella top 100 statunitense ma
soprattutto provoca al gruppo un nutrito seguito in
Europa. Nel 1996 esce “Illadelph Halflife”, che li
consacra il gruppo come uno dei più interessanti della
scena hip hop. Interesse confermato, e amplificato,
anche dal successivo “Things Fall Apart”, uscito
all’inizio del 1999 – che diventa il loro maggiore
exploit commerciale - e seguito, alla fine dello stesso
anno, dal live “The Roots Come Alive”.
Nel novembre 2002 esce "Phrenology", un disco
entusiasmante per varietà e creatività, in cui convivono
Nelly Furtado, Jill Scott e Musiq (presente con il
duetto neo-soul "Break You Off"). Tratto dall’album è il
famoso singolo “The Seed” , nella top ten dei singoli
più trasmessi per mesi e il cui video ebbe innumerevoli
passaggi televisi.
Arriva l'estate 2004. I Roots partecipano al tour dei
Red Hot Chili Peppers (e fanno tappa anche a Milano)
confermando di essere una delle band più rispettate
dagli stessi musicisti rock. Subito dopo, a meno di 2
anni di distanza da "Phrenology", pubblicano "The
Tipping Point", disco che prende il nome dall'omonima
opera di Malcolm Gladwell. |