Home page


 


TARR MADI'
"Queste 4 cose"

A distanza di sei anni dal precedente “Le cose di Henry”, torna Tarr Madì, con un nuovo album dal titolo “Queste quattro cose”.

Per il cantautore emiliano questo è un lavoro assai particolare, per diversi motivi: la canzone d’autore trattata con un’originale impronta, ed amalgamata a vari generi musicali; dal blues alla dance, dalla sperimentazione al country, fino ad arrivare alla dissacrazione di alcune particolarissime cover e di evergreen.

Un’operazione culturalmente innovativa, in quanto nella confezione dvd box è allegato anche un libro di poesie del poeta,
Fausto Maria Pico: “Un riverbero freddo” sempre teso ad arginare slanci e impulsi, suadente, mai invadente, sottile e filosoficoo, notturno e nottambulo.

Lo stesso poeta (docente di filosofia e sociologia del diritto) ha firmato anche il testo di un pezzo dell’album: “El suegno illividito”; album che contiene altri sette pezzi originali e sei cover, fra le quali l’incredibile “Kleenex” di Faust’o, la struggente “Saigon” di De Gregori (PROSSIMA AL VIDEO) registrate live, due pezzi di Lo Vecchio/Vecchioni, uno degli Ween ed una strana “Stand by me”, con le melodie rispettate e gli arrangiamenti stravolti.

Poi un “Prologo” ed un “Epilogo” senza importanza, una storia che si consuma “Nel mare”, la storia tristallegra di un “Fallito”, quella di un uomo che si dissolve nella nebbia “A la cinco de la tarde”, le famose 4 cose che si condividono con un amico, in un’emozione “…che non va via”.
(QUESTA TRACK E’ IL SINGOLO PER IL PASSAGGIO RADIO)

Un disco di un
artista completo (sono sue le illustrazioni delle copertine del disco e del libro), atipico quanto eclettico, che ne ribadisce l’originalità espressiva e la particolarità di una ricerca sonora difficilmente riconducibile a generi musicali riconosciuti: una miscela esplosiva fatta di melodie e rumori ricercati nel subconscio musicale.

Lo sviluppo di temi sonori differenti, l’enfasi della musica che sale e decresce, in cui si ritrovano gli stimoli tipici delle ambientazioni sinfoniche.

Delle affinità stilistiche o certi riferimenti si possono trovare nei Current 93 o nei Tindersticks, in Nick Cave o in Tom Waits, con un particolare riguardo e una grande passione per il patrimonio cantautorale nostrano.

Tra i 12 musicisti che anno suonato nel disco, oltrechè lo stesso Tarr Madì, spiccano le presenze di
Gianni Mocchetti, chitarra e basso nei primi album di Franco Battiato e di Paolo Messere, ex Ulan Bator ed ora Blessed Child Opera.



Mario Massari, in arte Tarr Madì, nasce musicalmente nei primi anni ’70, suonando in un gruppo parmense di rock demenziale, cover e schiamazzi vari chiamato Le Mummie.

Dopo le più svariate esperienze in campo artistico, la pittura, la scultura ed il comics, negli anni ’80 torna al primordiale amore per la musica partecipando come compositore, musicista e cantante in diverse band locali.

Con lo pseudonimo di Tarr Madì autoproduce ed incide il suo primo 45 giri, “The Bottle”.

Nel 1991 esce il suo primo album: “Every moment of the time, though child, is a dream”.

Il vinile viene prodotto e distribuito in Italia dalla Vox Pop, la storica label Milanese dei Casino Royale, Afterhours e Prozac+, mentre in Germania esce per la Semaphore.

Un disco talentuoso, cantato in inglese ed in altre lingue “inventate”, ostico, minimale, monolitico, inquietante, oscuro, deviante, noisy; con canzoni scarne e allucinate.

Un disco che lo infila nell’Enciclopedia del rock italiano alla voce psichedelia.

Anche una targa ala seconda edizione del premio Ciampi per i migliori testi poetici e, nel 1999 viene pubblicato, dalla Suoni Rari Records “Le cose di Henry”, cantato in italiano e con una musica che sfiora vari generi, con un crossover tra nuovo rock e musica lo-fi, ballate e cantautorato d’autore.
 

 

TARR MADI'
"Queste 4 cose"
(14 tracce - 60 minuti)
CD Mad Madì Records

Il cantautore emiliano Mario Massari alias Tarr Madì confeziona un nuovo album dopo 6 anni, scrivendo nuovi pezzi e coverizzandone altri.

Il lavoro nel suo insieme mi lascia un po' perplesso a livello di arrangiamento e per i testi poco convincenti. Giusto per citare qualche esempio si provi ad ascoltare Fallito < ...quando capì di aver fallito [...] in fondo era bello>. Ne Il Bene Di Luglio l'artista sembra voler imitare non tanto i veri autori della traccia bensì un "Grignani ubriaco ad una festa di paese". Involontariamente divertente.

Per quanto riguarda Saigon di De Gregori, non aggiunge nulla di nuovo anzi, riesce a renderla ancora più brutta. Scorre il cd e si sente una nenia in italo-spagnolo-inglese dei Ween, altro annientamento sonoro.

Il brano numero 8, composto da Massari stesso, è il remix dancereccio del prologo. Facilmente trascurabile. Solco 12 pregno di suoni esposti in maniera fastidiosa ed irritante, intervallati ogni 2 minuti da un rigurgito vocale, difficilmente ascoltabile. Stand By Me viene piacevolmente stuprata dalla voce acerba del Sig. Tarr Madì, unico pezzo degno di essere citato, un buon lavoro.

L'album è un miscuglio di generi dalla dance al rock stonato per poi passare ad una specie di blues; una delle poche note positive è la copertina realizzata dal cantautore. Di poco conto il libretto di poesie Un riverbero freddo di Fausto Maria Pico che troverete all'interno dell'inappropriato DVD pack.


Alessandro Flore

Impaginazione di Marco Masia
Recensione di Alessandro Flore