Ite
nos lassat su fogu
Tipico
scenario osceno di un festivo lugubre, sotto questo cielo
estivo calano le tenebre,tra asfalto e campagna l’ombra opaca
del canadair, camioncini rossi sfrecciano a sirene spianate
poliziotti ovunque strade bloccate la temperatura sale intenso
calore fastidioso odore ormai da troppe ore agghiaccianti poi
i postumi dei fuochi spenti vallate fumanti chiazze verdi tra
i monti i pochi
residui immagini sconfortanti questo è il male di Sandalia presa a calci ‘sti bastardi
di piromani vogliono affumicarci morte istantanea di macchia
mediterranea furia incendiaria che la mia terra dilania si
potrà spegnere ogni incendio che si appiccherà ma resta
sempre acceso il fuoco dell’avidità!!
A chie cheret de calvone, a
chie cheret de chixina, fogu, fogu…
scenari
che disturbano la quiete, acqua dal cielo sulle fiamme ma
‘sta terra ha ancora sete, accorrete tutto brucia qua c'è
chi piange e sgomita, chilometri di macchine in fila lo
spettacolo mortifica....bestemmie a raffica su chi
ha dato...fuoco, tutti hanno domande "chi è
stato?"
....noto
nubi
nere espandersi in cielo tutti che l'osservano, telegiornali
annunciano che altre terre bruciano, e sto in silenzio e mi
continuo a chiedere, per quale scopo la mia terra è andata in
cenere, rabbia da espellere non mi darò mai pace ma chi ha
gridato cenere la voce resta anonima, si potrà spegnere ogni
fuoco che si appiccherà ma resta sempre acceso il fuoco
dell'avidità!!
A chie cheret de calvone, a
chie cheret de chixina, fogu, fogu…
Ite nos lassat su fogu, nos
lassat su fogu, cando che colat bruxende che colat bruxende,
sos animales penende los lassat penende, sididos famidos
sididos de sidis morzende ;
Terra
che brucia terra che arde, quante tante vite smarrite altre
finite in parte, è tutta colpa dell'uomo, colpa del fuoco
troppe ombre oscurano il cielo, formano un velo di morte;
sos
puzzoneddos timende si pesant in bolu, fuent in mesu a su fumu
chi pesat su fogu, sa mama chilchende sos fizzos sos fizzos sa
mama, torrant et accattant su logu e su nidu bruxadu.
Rosso
fuoco, terra nero pece, questi i colori di un disegno troppo
atroce, i cui artefici appartengono a una specie, di persone
dall’animo rapace, voglion speculare sopra le nostre vite,
costruiscono alberghi su radici annerite, è stata fatta una
legge sbagliata, non si può costruire sulla terra bruciata,
badate bene il suo effetto è contrario, ora si brucia la
terra del proprio avversario, e resta occulto il volto di chi
ci guadagna e intanto brucia la mia terra di Sardegna, un
progetto studiato senz’anima, Sandalia soffre gronda cenere
ed esanima, si potrà spegnere ogni incendio che si appiccherà
ma resta sempre acceso il fuoco dell’avidità! Scarica
il testo |