Speciale Skasico 1
 Intervista Ottobre 2003 
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"Ite nos lassat su fogu"
il nuovo brano degli Skasico in anteprima su Web Music World


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Per info o contatti

skasico@hotmail.com

Marco 320/1944467
Claudio 340/2327668
Maurizio 328/1082280

 

Ite nos lassat su fogu

Tipico scenario osceno di un festivo lugubre, sotto questo cielo estivo calano le tenebre,tra asfalto e campagna l’ombra opaca del canadair, camioncini rossi sfrecciano a sirene spianate poliziotti ovunque strade bloccate la temperatura sale intenso calore fastidioso odore ormai da troppe ore agghiaccianti poi i postumi dei fuochi spenti vallate fumanti chiazze verdi tra i  monti i pochi residui immagini sconfortanti  questo è il male di Sandalia presa a calci ‘sti bastardi di piromani vogliono affumicarci morte istantanea di macchia mediterranea furia incendiaria che la mia terra dilania si potrà spegnere ogni incendio che si appiccherà ma resta sempre acceso il fuoco dell’avidità!!

A chie cheret de calvone, a chie cheret de chixina, fogu, fogu…

scenari che disturbano la quiete, acqua dal cielo sulle fiamme ma ‘sta terra ha ancora sete, accorrete tutto brucia qua c'è chi piange e sgomita, chilometri di macchine in fila lo spettacolo mortifica....bestemmie a raffica su chi  ha dato...fuoco, tutti hanno domande "chi è stato?"

....noto
nubi nere espandersi in cielo tutti che l'osservano, telegiornali annunciano che altre terre bruciano, e sto in silenzio e mi continuo a chiedere, per quale scopo la mia terra è andata in cenere, rabbia da espellere non mi darò mai pace ma chi ha gridato cenere la voce resta anonima, si potrà spegnere ogni fuoco che si appiccherà ma resta sempre acceso il fuoco dell'avidità!!

A chie cheret de calvone, a chie cheret de chixina, fogu, fogu…

Ite nos lassat su fogu, nos lassat su fogu, cando che colat bruxende che colat bruxende, sos animales penende los lassat penende, sididos famidos sididos de sidis morzende ;

Terra che brucia terra che arde, quante tante vite smarrite altre finite in parte, è tutta colpa dell'uomo, colpa del fuoco troppe ombre oscurano il cielo, formano un velo di morte;

sos puzzoneddos timende si pesant in bolu, fuent in mesu a su fumu chi pesat su fogu, sa mama chilchende sos fizzos sos fizzos sa mama, torrant et accattant su logu e su nidu bruxadu.

Rosso fuoco, terra nero pece, questi i colori di un disegno troppo atroce, i cui artefici appartengono a una specie, di persone dall’animo rapace, voglion speculare sopra le nostre vite, costruiscono alberghi su radici annerite, è stata fatta una legge sbagliata, non si può costruire sulla terra bruciata, badate bene il suo effetto è contrario, ora si brucia la terra del proprio avversario, e resta occulto il volto di chi ci guadagna e intanto brucia la mia terra di Sardegna, un progetto studiato senz’anima, Sandalia soffre gronda cenere ed esanima, si potrà spegnere ogni incendio che si appiccherà ma resta sempre acceso il fuoco dell’avidità!

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