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WMW
- Com’è nata l’idea del MEI e quali obiettivi si prefigge l'evento?
G.S. - Nata nel 97 in maniera abbastanza casuale, sono stato chiamato da una di quelle aziende che organizzano i mercatini del disco nelle fiere, e visto che si ritrovavano con uno stand vuoto mi hanno chiesto se avevo una soluzione per compensare a cio. Così pensai di fare un raduno di etichette indipendenti, che alla fine degli anni 90 stavano fiorendo in Italia, e la cosa si rivelò così interessante che decidemmo di proseguire negli anni. L’obiettivo che fa vivere il MEI è la voglia di fare squadra di fronte ad un mercato discografico sempre più in crisi, infatti soltanto con l’unione di un numero sempre maggiore di persone che possa donare un valore aggiunto a tutto il settore ed un dibattito su quello che sarà il futuro tra la musica ed il consumatore, la musica digitale etc, si potrà salvare il tutto.
Altro obiettivo del MEI è quello di fare in modo che ci siano due giorni in cui tutti i protagonisti della scena; artisti, promoter, produttori, compositori, giornalisti, musicisti underground ed i semplici appassionati, si sentano tutti alla pari confrontandosi per riflettere sulle cose fatte e sui progetti futuri da realizzare.
In sette anni oltre 1300 band e artisti dal vivo, oltre 1000 stand e oltre 700 video selezionati con oltre 75 mila presenze! Numeri assolutamente invidiabili! Dove vuole arrivare il MEI?
In questo caso non esiste una crescita ed un punto di arrivo, nel senso che il MEI deve essere un due giorni magici caratterizzati da questo completo caos creativo, dove ognuno sia libero di muoversi, proporsi e decidere se partecipare ad un dibattito, assistere ad un live o altro, per questo l’unico punto di crescita si ha nello stare al passo con i tempi, e ciò comporterà ad una crescita infinita e ad alcun traguardo. Credo che invece sia molto importante parlare dell’importanza che ricopre la volontà di mantenere alta la cultura musicale del nostro paese che altrimenti con la strategia suicida delle major, porta a una grande “McDonalizzazione” della musica che porterebbe ad un unico prodotto omologato in tutto il mondo e di conseguenza privo di personalità.
WMW - Parallelamente al MEI si svolge il MEI fest, in cosa consiste?
G.S. - Noi abbiamo pensato che era necessario realizzare un network di realtà che lavorano con passione attorno alla produzione della musica giovanile italiana, e per questo abbiamo creato prima “Audiocoop”, che adesso grazie al riconoscimento della SIAE è diventata una vera associazione discografica dedicata al mondo emergente e grazie alla quale i giovani e meno giovani artisti ma anche le piccole etichette discografiche possano avere una forza maggiore verso le autorità, e successivamente il MEIfest.
Quest’ultimo ha il desiderio di riunire gli oltre 60 festival emergenti d’Italia per dare loro una visibilità maggiore e la possibilità di creare una sorta di fratellanza e collaborazione reciproca.
WMW - Perché un organizzatore di festival dovrebbe scegliere di affiliarsi al MEIfest?
G.S. - La motivazione è semplice, aderire al MEIfest significa impedire alle major nazionali di far diventare la musica una saponetta usa e getta per pilotarla come in una stanza dei bottoni.
WMW - Chi si impegna attivamente a favore della sua riuscita?
G.S. - Il MEI, oltre le sette/otto persone a me vicine, conta di tanti appassionati sparsi per tutta Italia, nominarli tutti sarebbe difficile comunque è una realtà ricca e viva che si batte per la musica.
WMW - Un altro appuntamento molto amato del MEI è l’assegnazione del Premio Videoclip Indipendente… puoi già svelarci qualche anticipazione?
G.S. - L’aniticipazione intanto è quella del programma; 27 e 28 novembre fiera di Faenza dalle 9.00 a mezzanotte con delle feste anche in città durante la notte di sabato e domenica, con una full immersion di 48 ore nella musica.
I premi principali che si assegnano all’interno del MEI sono il “Premio Italiano Musica Indipendete” che racchiude anche il premio per il miglior album indipendente, che quest’anno verrà assegnato a Nada, ma si premieranno anche i progetti, come quello de gli Elio e le storie tese, che saranno presenti alla manifestazione e comunque ci saranno tanti altri artisti che riceveranno altrettanti premi.
Rispondendo in particolar modo alla tua domanda, ovvero l’assegnazione del premio “Videoclip Indipendente”, posso dirti che avverrà domenica ed ha messo a dura prova la giuria, che ha dovuto selezionare infatti più di 200 videoclip. I premi che già si conoscono riguardano ad esempio Gianna Nannini, che verrà premiata per i vent’anni del videoclip “Fotoromanza” ed Enrico Ruggeri per il suo primo videclip realizzato 25 anni fa.
Và segnalata inoltre la grande anteprima del 26 novembre al teatro Masini ore 21.00, dove ci saranno una quindicina di ospiti di grande rilievo della musica d’autore indipendente itaialiana tra i quali vi segnalo; Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Pacifico, La Crus, Avion Travel, Omar Pedrini, Fabrizio Bentivoglio…
WMW - Possiamo dire che negli eventi di questo genere solitamente la situazione economica è inversamente proporzionale alla qualità della manifestazione, ovvero grande qualità – bilancio economico negativo. Ciò vi caratterizza?
G.S. - Purtroppo la cosa ci caratterizza, anche se al MEI ci sono dei dati in controtendenza, infatti con il passare degli anni aumentano gli espositori, aumentano le band, speriamo quest’anno di aumentare anche i visitatori, a differenza di ciò che avviene con il mercato musicale discografico che quest’anno ha segnato tutti segni negativi.
Ancora non siamo riusciti ad avere un appoggio sufficiente da parte delle aziende locali, dagli enti regionali e statali, dai ministeri che non sono attenti alla musica come dovrebbero essere e quindi in qualche modo dobbiamo farne di necessità virtù come accade pre molte attività musicali.
WMW - Oramai si scaldano i motori su quella che sarà l’edizione del 2004. Nei tuoi pensieri c’è già qualcosa che magari non sei riuscito ad inserire in questa edizione e che vorresti inserirla il prossimo anno?
G.S. - Credo che una cosa necessaria sia quella di tornare a fare sistema senza farci la guerra l’un contro l’altro, collaborando insieme per portare avanti il prodotto della musica italiana ed inserire dentro a questo, una grande passione che deve essere ritrasmessa a i nostri consumatori per far capire che dietro a questi prodotti discografici c’è soprattutto il grande amore per la musica e per il suo rinnovamento.
WMW - Spostando l’attenzione verso il panorama musicale emergente italiano, cosa possiamo dire?
G.S. - Credo che rispetto a 10 anni fa la qualità della musica emergente sia superiore, a differenza dell’originalità che stenta ultimamente ad essere presente, non per colpa dei musicisti ma per via del periodo non ricco di forti fermenti creativi giovanili che in qualche modo rivoluzionino alcuni modi di fare arte e cultura.
WMW - C’è qualcosa che non funziona nel meccanismo musicale in Italia, nella distribuzione, nelle radio ed i mass media?
G.S. - Questo purtroppo è stato dettato da errori strategici di mercato che sono stati dettati dalle major incapaci di possedere i quattro quinti del mercato. Anziché andare di fronte il consumatore si è preferito mantenere alti i prezzi allontanandolo dall’acquisto dei cd o dei ticket per assistere a i live, ed una volta arrivato internet, anziché pensare alla possibile espansione del servizio, si è pensato di reprimerlo, portando i consumatori di musica allo scaricamento illegale di questa.
A mio parere le major non riusciranno più a riprendere in mano la situazione, potranno farlo invece le major, grazie a livelli distributivi moderni e più vicini a i giovani consumatori.
Marco
Masia |