Vai alla
pagina 1
- 2
WMW - Com'è nata l'idea del festival Medterranuoro?
R.D. -
Questa iniziativa nasce perché noi abbiamo individuato in
Nuoro una frontiera, cioè la frontiera tra il nord ed il sud del
Mediterraneo, punto questo di scontro o dialogo. Fare in modo che la città sia un luogo di incontro sul lato musicale, culturale, religioso, commerciale,
integrando così il festival con esposizioni, convegni, incontri ed altre iniziative,
utilizzando la musica come filo conduttore.
WMW - Vuole
parlarci della terza edizione?
R.D. - La
terza edizione vedrà ancora una volta la collaborazione artistica di
"Ponderosa Music & Art" perché evidentemente ci interessa anche reperire nel mercato internazionale degli artisti
di qualità però coerenti con il filo conduttore della
manifestazione. Dopo il numero zero di Mediterranuoro, quando ancora non era tale, abbiamo iniziato la collaborazione con questa direzione artistica
migliorandoci e riportando il tutto nel binario giusto.
WMW - Tutta la Sardegna, in particolar modo la provincia di Nuoro è una zona ricca di tradizioni, come risponde la popolazione locale ad una proposta di artisti che esprimono culture nettamente diverse tra loro?
R.D. - Nuoro ha una vocazione universalistica nel suo apporto culturale, tant'è che è nato l'unico premio nobel
sardo per la letteratura (Grazia Deledda), in più ha dato tantissimo alla cultura nazionale con il principale esponente contemporaneo Marcello Fois (scrittore). La vocazione è perciò universalistica, cosmopolita, per cui la città non ha problemi a vivere a pieno questo discorso. È più interessante vedere come esiste nell'arte locale la capacità di fare una certa contaminazione con i soggetti ed artisti che vengono dall'esterno. Abbiamo infatti avuto diverse circostanze nelle quali i nostri
artisti hanno iniziato a suonare con quelli che invece venivano da
altre località, si sono poi formate delle collaborazioni proseguite
anche all'estero.
WMW -
Ho notato che il 90% degli eventi sono totalmente gratuiti. Come si riesce ad attuare una politica di questo tipo ed
inoltre trova che sia una cosa assolutamente positiva?
R.D. - Abbiamo innanzitutto avuto dei finanziatori che hanno capito questa nostra esigenza, primo fra tutti
l'Assessorato Regionale della Cultura e la fondazione del Banco di
Sardegna, una scelta studiata e voluta, segno di un innalzamento della qualità della vita da un lato, e dall'altro
la nostra volontà di rendere questo "esperimento"
pubblico, ed accessibile alla maggior parte della popolazione. Abbiamo necessità di diffondere questo messaggio a più persone possibili, farlo vivere a tutta la città.
Vai
alla pagina 1
- 2
|