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LIGABUE E'
TORNATO!
di
Fabio Manara
Luciano Ligabue è tornato. E
come da tradizione le apparizioni del rocker
emiliano sono sempre accompagnate da una scia di
mistero e curiosità.
Sensazioni legittime, soprattutto se si pensa al
tour che segue il concerto evento tenuto il 10
settembre scorso al Campovolo di Reggio Emilia,
davanti a una folla da record (165.264 paganti e
180.000 presenze).
Anche in questa occasione lo sforzo produttivo è
stato da primato. Ligabue prenderà parte ad un
tour che lo porterà in giro per l’Italia, fino
all’estate, tra club, palasport e
stadi.
Nei club suonerà con i ClanDestino (Max
Cottafavi, Luciano Ghezzi, Gigi Cavalli Cocchi,
Giovanni Marani) cioè la band due primi tre dischi
di Luciano; nei palasport suonerà con La Banda
(Federico Poggipollini, Mel Previte, Robby Pellati,
Antonio Righetti, Niccolò Bossini) che dal 1995
accompagnano il mediano del rock; negli stadi con
entrambi i gruppi.
Organizzato e prodotto da Barley Arts e Friends &
Partners, il “Nome e Cognome tour 2006”, parte il 7
febbraio dall’Alcatraz di Milano. Dopo la prima
parte nei club, dal Mazda Palace di Genova inizia
quella nei palasport, mentre dallo Stadio del Conero
di Ancona parte quella negli stadi.
La prevendita per tutti i concerti inizia il 30
gennaio. Tutti i biglietti (posto unico) costano
35,00 euro + 5,25 euro (dir.prev.), tranne alcuni
biglietti (tribuna numerata), negli stadi, che
invece costano 50,00 euro + 7,50 (dir.prev.).
I biglietti per i concerti nei palasport e negli
stadi si possono acquistare già dal 30 gennaio sul
sito internet
www.ticketone.it e nei punti vendita
Ticketone, mentre a seguire saranno disponibili
anche negli altri circuiti di vendita abituali di
tutta Italia. I biglietti per i concerti nei club si
possono acquistare il 30 gennaio esclusivamente
presso i club (il 75% del totale) a partire dalle
ore 15.00 o in internet su
www.ticketone.it (il 25%) a partire dalle
ore 9.00. Per chi acquista il biglietto presso i
club sarà disponibile anche un numero limitato di
biglietti per un concerto al palasport e in uno
stadio, acquistabile senza prevendita.
Per conoscere tutte le date del "NOME E COGNOME
tour"
clicca qui.
Fabio
Manara
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LA CRONACA DEL 10
SETTEMBRE, ORA PER ORA.
IL NOSTRO GIORNO DEI GIORNI.
dall'inviato MARCO MASIA
E' arrivato "il giorno
dei giorni", atteso dallo scorso maggio, acclamato
in tutta Italia da ogni mass media e descritto come
il concerto più grande d'Europa per il numero di
mezzi e persone.
Come annunciato in
questi giorni, abbiamo deciso di parteciparvi in 4;
due inviati per il nostro sito partner
Messaggiami.net due invece per Web Music
World.
L'arrivo a Reggio
Emilia
ore 08.00 Con il treno diretto da Firenze mentre
arriviamo alla stazione di Reggio Emilia, sulla
nostra destra ci appare uno scenario fantastico,
l'immensa struttura del Campovolo si innalza in
aperta campagna destando stupore tra tutti i
passeggeri. Scesi dal treno, arriviamo alla stazione
centrale dove sono già tantissimi i giovani che
zaino in spalla cercano in tutti i modi di recarsi
nell'area dell'evento, intanto notiamo che sono
numerose le indicazioni per raggiungerla ed un primo
punto informativo ci accoglie con il depliant
contenente ogni informazione utile.
ore 8.30 Dopo
aver lasciato i bagagli in hotel (il Metropolis, ve
lo consigliamo!) corriamo sul taxi che ci lascia
direttamente di fronte alla biglietteria dove sono
radunate già qualche migliaia di persone, molte
delle quali in attesa dalla sera prima per
conquistarsi un posto in prima fila. La gente ha in
gran parte ha acquistato il biglietto in prevendita,
evitando così lunghe file, noi ci dirigiamo invece
nel box dedicato agli accrediti stampa, dove le
splendide ragazze della Parole & Dintorni ci
accolgono prontamente.
ore 9.00
Puntuali come da copione vengono aperti i primi
cancelli che delimitano l'area del campovolo, uno
spettacolo visivo! Infatti migliaia di giovani si
imbattono in una sfrenata corsa all'oro, in questo
caso rappresentato da i famosi braccialetti
consegnati agli iscritti del fans club, verdi per i
primissimi arrivati rossi per gli altri.
ore 11.00 Con largo anticipo vengono aperti i
cancelli d'ingresso all'area del concerto così da
far defluire i primi giovani accorsi, non troppo
severi i controlli (molti giovani sono riusciti ad
introdurre bottiglie corredate di tappo e
quant'altro), tuttavia nessun incidente ha segnato
la serata.
ore 12.00 Ci
rechiamo presso uno dei tanti punti ristorativi
all'interno dell'area concerto, bisogna ammettere
che i gestori di tali aree hanno alzato un pò troppo
i prezzi (2€
mezzo litro d'acqua... calda)
ed improvvisamente si
innalza nell'aria la voce di Ligabue che intona "la
canzone del sole". Tutti corrono verso il palco
stupiti dal fatto che lui possa essere già comparso,
ma giustamente è soltanto una registrazione
trasmessa nell'ora prestabilita per
l'iniziativa che ha visto protagonista più di
200 bande italiane. A questo punto comincia il Dj
set con Luca De Gennaro, che riesce ad intrattenere
gli spettatori fino alle ore 15.00 con i grandi
classici del Rock, ma molto apprezzata è anche la
mezz'ora che dalle 14.30 alle 15.00 ha fatto
diventare l'arena del Campovolo una grossa discoteca
all'aperto.
ore 13.00 Ci
addentriamo nell'area già super affollata posta di
fronte al palco, e solo a questo punto riusciamo a
comprendere quano sia maestosa l'intera struttura.
Il palco "main" lungo 90 metri più 95 di passerelle
è fantastico nella sua semplicità, infiniti
riflettori bianchi di varie potenze pronti a dar
luce ad un evento unico.
ore 14.00 Le
previsioni meteorologiche prevedevano cielo coperto
con possibilità di leggere piogge, invece per
fortuna/purtroppo di nuvole se ne sono viste
veramente poche, così il sole ha picchiato duro
soprattutto nelle ore di punta, costringendo gli
spettatori a "denudarsi" e godersi la tintarella
inaspettata. Nel frattempo i numerosi volontari
hanno iniziato a distribuire i sacchetti di acqua
lanciandoli verso il pubblico cercando di
accontentare tutti.
ore 15.00 A
questo punto Luca De Gennaro si congeda lasciando
spazio alla prima band i "Piccoli Omicidi"
selezionata dall'Arci di Reggio Emilia, alle 15.25
prende posto sul palco la band de "Il Nucleo"
noti al grande pubblico grazie ai singoli "Sospeso"
e "Meccanismi", (16.05) si esibisce l'Aura nota
grazie al singolo radiofonico "Radio star" ed al suo
stile forse troppo simile a quello di Elisa. (16.45)
Coinvolgente l'esibizione dei "RIO", gruppo
romagnolo del quale fà parte il fratello di Ligabue,
noto al pubblico grazie ai singoli "Marichi Hotel" e
"Sei quella per me", (17.25) mantengono caldi gli
animi i Folkabbestia, subito dopo i quali prendono
posto Edoardo Bennato (18.15) ed Elisa (19.45).
Quest'ultima ha saputo regalare un anteprima ed un
atmosfera magica, tutti cantavano a squarciagola le
sue canzoni che ha proposto senza stonature e quasi
intimidita dal grande affetto ha ringraziato il
pubblico sempre più vicino al suo idolo.
ore 21.00
Intanto la sera è calata, il palco prende un
atmosfera impensabile, il Liga sembra farsi
aspettare, tutti con lo sguardo fisso verso il palco
e i maxi schermi posizionati intorno, ma della Star
nessuna notizia. Ad un tratto, appare Claudio
Maioli, il suo storico manager, che a gran voce ne
annuncia il leggero ritardo ma soprattutto annuncia
ufficialmente che... (ascolta
l'audio) "tutti ci dicono che abbiamo
battuto il record, bene! In realtà voi avete battuto
un record! Noi abbiamo fatto di tutto e faremmo di
tutto per meritarci questo record . Ligabue vi
girerà intorno con lo show, perciò non spostatevi da
un palco all'altro... tra pochi minuti inizierà...
GODETEVELO!".
ore 21.15 La
folla si accalca sempre più verso il palco, sui mega
schermi appare l'immagine di un mondo visto dallo
spazio ed una freccia che lo indica con su scritto
"voi siete qui", l'immagine zoomma verso il mondo,
si avvicina sempre più sull'italia, poi sull'Emilia,
Reggio, sul campovolo, ed il pubblico per poi
riprendere un ombra ben nota, è lombra del Liga che
appare più in forma che mai sul grande palco, ed un
boato immenso si innalza nel cielo.
APERTURA CONCERTO
SUL PALCO MAIN
Il rocker
Emiliano è molto emozionato, lo si evince dal suo
viso ma soprattutto dalle prime strofe del "Giorno
dei giorni" brano con il quale ha scelto di aprire
il concerto. Certo dev'essere stata una bella
soddisfazione vedere la maggior parte del pubblico
cantare un brano pubblicato soltanto 8 giorni prima.
Superate le prime incertezze il Liga, dopo due anni
di assenza dai palcoscenici parla con la folla
dicendo: «Allora non era una balla, ci siete
davvero? Ebbene, vi do una comunicazione di
servizio: ci siamo anche noi». Accompagnato dalla
sua attuale band composta da Poggipollini, Righetti,
Previte e Pellati, prosegue il concerto percorrendo
quindici anni della sua attività;
I ragazzi sono in giro,
Hai un momento Dio,
Vivo morto X,
Marlon Brando,
L'odore del sesso,
Eri bellissima,
Vivo abbastanza,
Fine del mondo.
Tutto era studiato alla perfezione, così con estrema
facilità sul finale strumentale de la "fine del
mondo" eseguito per l'occasione, Liga corre
entusiasta fino al palco "Solo" dove compie
accompagnato soltanto dalla sua chitarra, tre brani.
SUL PALCO SOLO
Sogni di Rock&Roll
Non è tempo per noi
Sono qui per l'amore (singolo che chiude l'ultimo
album)
Prima di cantare il
brano "Sono qui per l'amore", ha chiesto al pubblico
di stare in silenzio per poterla spedire
virtualmente nel centro America, alle genti di New
Orleans colpite dall'uragano Katrina, un gesto di
pace e di solidarietà approvato quasi dalla totalità
della gente.
Conclusa l'esibizione
sul palco "solo" mentre il Liga si spostava su di un
percorso tattico, si sono accesi i riflettori del
palco "teatro" sul quale il Coro di Monte Cusna ha
intonato l'intro in chiave gospel del brano "Libera
nos a malos" (secondo me uno dei migliori), per poi
lasciare nuovamente spazio a Ligabue che insieme
alla sua prima band "i Clandestino" ha strimpellato
a suon di rock le note della stessa canzone.
Per gli spettatori
situati di fronte al palco "main" da questo momento
sono iniziati i problemi, infatti per tutta la
durata dello spettacolo effettuato sul palco
"vintage" l'audio è stato pressocchè inesistente,
con problemi di sincrono anche nelle immagini.
Soltanto oggi ho appreso invece che gli spettatori
presenti di fronte al palco "vintage" hanno vissuto
i problemi tecnici per più di un ora e mezza!
Il concerto è comunque
proseguito con i brani;
Sarà un bel souvenir
Bar Mario
Lambrusco e Popcorn
Ho messo via
Salviamoci la pelle
SUL PALCO TEATRO
In modo veloce e insospettabile il Liga è
apparso poi sul palco "teatro" dove ad attenderlo
c'èra un impagabile Mauro Pagani che gli ha quasi
rubato la scena con la sua magica chitarra e le
canzoni;
Vita da mediano
Il giorno di dolore che uno ha
Piccola stella senza cielo
Questa è la mia vita
Momento particolarmente toccante si è vissuto con il
brano "il giorno di dolore che uno ha" prima del
quale il Liga ha chiesto al pubblico di fare un pò
di posto a D-Rad (avrebbe dovuto essere qui sul
palco con noi stasera), Stefano Ronzani, a Giuanin
(papà del cantante morto qualche tempo fa) ed a suo
cugino Gianni. “Fate spazio perché ognuno di loro
sia accanto a voi” chiede Ligabue.
Mentre Luciano si
appresta a correre per l'ennesima volta verso il
palco "main" Mauro Pagani ci delizia con un assolo
eccelso, così l'attenzione del pubblico ricade sul
palco maggiore dove Ligabue presenta "Happy Hours"
uno dei nuovi brani contenuti nell'album in uscita
il 16 settembre.
GRAN FINALE NEL
PALCO MAIN
Da questo momento in poi il delirio è stato
crescente, un gran finale con i fiocchi grazie a i
brani;
Tutti vogliono
viaggiare in prima
Balliamo sul mondo
Tra palco e realtà
Ho perso le parole
Certe notti
Urlando contro il cielo
Leggero (svolta sul palco "solo")
l'apice del concerto
si è vissuto con il brano "balliamo sul mondo"
durante il quale improvvisamente alle spalle del
palco sono esplosi magnifici fuochi d'artificio che
hanno illuminato a giorno l'area del Campovolo, ed
in seguito con il bano "urlando contro il cielo"
suonato in contemporanea su tutti e quattro i palchi
da Ligabue e la sua attuale band, i Clandestino e
Mauro Pagani.
In conclusione, sul
palco "solo" il Liga ha salutato con una struggente
versione di "leggero".
A fine concerto rimane
la voglia di continuare a cantare per ore insieme
alla star di Correggio, mentre ci si fa spazio tra
la folla che in modo composto lascia alle sue spalle
l'area del Campovolo, esausti dall'intensa giornata
trascorsa tra sole, fango, sete e buona musica,
pensiamo al giorno dei giorni che forse avrebbe
potuto esserlo un pò per tutti.
Recensione a cura di
Marco Masia
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DEGLI ALTRI UTENTI SULL'EVENTO DEL CAMPOVOLO
IMPORTANTE:
Inviatiamo tutti voi ad inviarci foto, audio, i
vostri racconti e quant'altro riuscirete a ricavare
dalla giornata del 10 settembre utilizzando
la seguente email
marco@webmusicworld.net
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IL CONCERTO AL
CAMPOVOLO
recensione a cura di FABIO Manara
REGGIO EMILIA –
Un evento. Non c’è altro modo per definire il
concerto di Luciano Ligabue al Campovolo. 150.000,
180.000, 200.000 persone… Numeri di poco conto di
fronte al calore dimostrato dai fan per il rocker
emiliano.
E’ innegabile che il concerto sia stato di
proporzioni colossali, del resto i numeri parlano da
soli. Partendo dai quattro palchi, dagli otto
megaschermi, i mille punti luce, i nove milioni
(ripeto milioni) di watt necessari per alimentare
l’impianto, i dieci chilometri di coda
sull’autostrada. E aggiungiamo il numero di
spettatori, sicuramente più di 180.000, dati alla
mano. Tutto questo per demolire record che sembrano
ormai lontani ricordi, anche se si parla di Vasco
Rossi e U2.
Giornata di musica e
festa che inizia presto, alle 15.30 con i
semisconosciuti Piccoli Omicidi. Seguono Nucleo,
L’Aura e i Folkabbestia. Alle 20 sale sul palco
Edoardo Bennato per trenta minuti di grande blues.
Chiude l’esibizione dei gruppi spalla Elisa, che non
tradisce le aspettative e incanta con la sua
stupenda voce. Applausi per tutti, meritati.
Alle 21.21 inizia lo show vero e proprio. L’immagine
di un satellite che inquadra la terra e zoomma
sempre di più fino a mostrare gli spettatori del
Campovolo. E poi via con il nuovo singolo “Il giorno
dei Giorni”, che passa veloce, con il pubblico che
già sapeva a memoria il testo nonostante fosse in
programmazione da pochi giorni.
Il saluto del Liga:
“Non era una balla. Ci siete davvero? Ebbene, ci
siamo anche noi”. Altri quaranta minuti di rock
energico con i grandi successi. Una veloce corsa
alla sinistra del palco e Ligabue incanta i suoi fan
con una incisiva esibizione voce e chitarra.
Sorprende sentire il (probabile) nuovo singolo “Sono
qui per l’amore” in versione acustica, dedicata alle
vittime di New Orleans.
La palla passa al coro Monte Cusna che introduce
l’indimenticabile “Libera nos a malo”.
E Ligabue spunta sul
palco vintage, a 800 metri di distanza, dove i
Clandestino dimostrano di essere tutt’altro che
arrugginiti. Anche qui quindici minuti di sano rock,
da fare emozionare i più nostalgici del Liga prima
maniera.
Ennesima corsa fino al palco teatro dove è già
pronto Mauro Pagani. “Il giorno di dolore che uno
ha”, dedicata a papà Giovanni, “Una vita da
mediano”, “Questa è la mia vita”, con virtuoso
assolo finale del polistrumentista Pagani. “Piccola
stella senza cielo” è la canzone che accompagna
Ligabue sulla passerella che conduce al palco main
per il gran finale. Si finisce con i bis “Balliamo
sul mondo”, “Certe notti” e “Urlando contro il
cielo”, con tre palchi attivi e tutti i musicisti
impegnati. Quando il Liga inizia a cantare “Leggero”
i più capiscono che si è alla fine di una giornata
indimenticabile, il giorno dei giorni appunto.
Recensione a cura di
Fabio Manara
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DEGLI ALTRI UTENTI SULL'EVENTO DEL CAMPOVOLO
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DIAMO I VOTI AL CONCERTO
DEL CAMPOVOLO
a cura di FABIO Manara
REGGIO EMILIA –
Dopo la sbornia di rock è tempo di bilanci per il
concerto del Campovolo. Divertiamoci a dare dei
voti, premesso che vuole essere un modo per
sorridere, senza sminuire il lavoro di chi tanto ha
fatto per l’organizzazione di questo storico evento.
Impianto audio
6:
diamo la sufficienza date le circostante. Un
impianto tanto grande non era mai stato progettato.
L’obbiettivo era fare sentire tutti senza stordire
quelli sotto al palco e costringere quelli lontani a
improbabili letture del labiale. Qualche calo di
potenza c’è stato, innegabile. Certo è che di fronte
alla forza con cui il popolo del Liga canta le sue
canzoni ogni impianto impallidisce.
Megaschermi
6.5:
sufficienza piena e più che mai meritata. Esaltano
la personalità di Luciano, inquadrandolo da ogni
angolo. Regalano suggestive immagini che
accompagnano le canzoni, dal video de “Il giorno dei
giorni” a futuristici giochi di luce.
Piccoli Omicidi
7:
loro 180.000 persone tutte insieme non le hanno mai
forse nemmeno immaginate. Sotto il sole delle 15.30
propongono due pezzi di rock alternativo, con suoni
che trovano radici nei Radiohead, ma anche nei
nostri Afterhours. Bravi, soprattutto nel mettersi
alle spalle panico ed emozione.
Folkabbestia
7:
la band folk pugliese fa ballare con i ritmi allegri
e suoni etnici. Non mancano gli slogan
anti-Berlusconi che non aiuteranno Luciano a
togliersi l’etichetta di comunista.
Nucleo
7:
loro ormai ci hanno fatto il callo ad aprire i
concerti di Luciano Ligabue, lo avevano fatto anche
in occasione del raduno, lo scorso settembre. Tanta
gavetta alle spalle, si vede così come si vede il
risultato: grande sicurezza sul palco.
Rio 7:
nemmeno Marco Ligabue e soci tradiscono. Tre
canzoni, non molte, ma che vanno diritte al cuore e
ai polmoni della gente, che apprezza.
Edoardo Bennato
8:
un gradito ritorno per uno che gli stadi, quando
Ligabue iniziava a cantare, li riempiva. Il suo
blues rock non conosce tempo.
Elisa
8:
visibilmente emozionata ma grintosa come mai.
Dimostra le indiscutibili qualità vocali con una
esibizione mozzafiato.
Musicisti
9:
degno, anzi naturale supporto per un artista come
Luciano. La Banda, con il nuovo chitarrista Niccolo
Bossoni, non sorprende più. I Clandestino non
sentono il passare del tempo e ancora fanno
emozionare i fan, a partire da quelli storici che
seguono Ligabue da più di quindici anni. Prezioso,
eclettico, fantasioso Mauro Pagani. Mandolino,
flauto, violino, per lui è uguale.
Il pubblico
10:
non per fare i buonisti. E’ la verità. Una marea
umana, che non ha mai smesso di cantare e saltare,
tanto da arrivare a coprire, in alcuni momenti, la
voce dello stesso Ligabue.
Ligabue
10:
ora è il recordman del rock. Mai nessuno aveva
attirato tanta gente in un concerto a pagamento.
Aveva promesso un grande show e così è stato. Fin
dal giorno della prima conferenza stampa aveva
detto. “Non aspettatevi un concerto perfetto, sarà
pura energia”. Detto, fatto. Nonostante alcuni
comprensibili problemi tecnici, un impianto audio
tanto imponente non era mai stato utilizzato,
Luciano è riuscito a far esaltare tutti i presenti.
Ci ha messo voce, nonostante un paio di stecche e
tanto, tantissimo cuore.
Recensione a cura di
Fabio Manara
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INTERVISTA A IL NUCLEO
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con LUCA CANEI,
batterista dell band Emiliana venuta alla ribalta nel 2003
grazie alla hit "Sospeso" ed all'album "Meccanismi",
protagonisti attualmente con un nuovo fantastico album dal
titolo "Essere romantico".
Marco Masia: Ci siamo sentiti nell’ottobre del 2003, in quel
periodo mi parlavate di una “Family” all’interno della quale si
ascoltava musica di ogni genere, si provavano i suoni, si
tenevano i contatti con gli utenti del vostro sito internet.
Tutto ciò esiste ancora oggi?
Luca Canei: Questo è stato un aspetto che abbiamo sempre
cercato di mantenere vivo e per forza di cose si è mantenuto.
Quindi a partire dal nostro produttore artistico che da sempre è
rimasto Luca Pernici, il quale possiamo definirlo
tranquillamente come un quinto elemento.
M.M: Se
"Meccanismi", trattava delle problematiche dell’uomo moderno,
"Essere Romantico" sembra essere lo sviluppo e la continuazione
del primo, con la differenza che forse si toccano argomenti più
legati all’amore.
L.C: Questo dal punto di vista testuale è un grosso
cambiamento, perché per la prima volta in alcuni episodi di
essere romantico è stato affrontato il tema dell’amore in modo
abbastanza diretto, ma si parla non soltanto di amore verso
un'altra persona ma anche verso il passato.
M.M: Dopo
il primo singolo “27 aprile”, lo scorso giugno è uscito “Gioiello",
ci sarà un ulteriore singolo?
L.C: Il singolo uscito lo scorso giugno è “Gioiello”,
attualmente stiamo pensando di estrarne uno nuovo che suoneremo
probabilmente a Reggio Emilia il 10 settembre.
M.M: A
chiudere l’album un brano assolutamente affascinante e di
atmosfera, com’è nata “la ballata dell’uomo fragile”?
L.C: Questo brano è nato in un modo stranissimo, è un
pezzo che ha avuto una fase di registrazione molto diversa da
tutti gli altri. Due chitarre, effetti di basso e voce. Faceva
parte di un provino, suonato in cerchio noi quattro in presa
diretta, così riascoltando la registrazione ci siamo resi conto
che come suoni, intensità ed esecuzione sarebbe stato
assolutamente interessante inserirlo nel disco così com’era
uscito, senza perfezionarlo in studio.
M.M: Ho
notato che il rapporto visibile sul forum del vostro sito (www.ilnucleo.com)
con i fans è particolarmente intenso e d’intesa.
L.C: Abbiamo puntato molto sul
forum
ed il rapporto con i fans anzi direi in gran parte amici,
riteniamo sia assolutamente importante. Ultimamente abbiamo
attivato un sondaggio che permette i visitatori di scegliere su
quale sarà il terzo singolo tra i brani “La canzone del
marinaio” e “Non spegnere la luce”.
M.M:
Personalmente ho già votato per “La canzone del marinaio” tu
quale sceglieresti?
L.C: Anche io sceglierei quella, ne stiamo discutendo tra
di noi, ma credo sia assolutamente il pezzo più bello anche se
forse meno radiofonico. Penso che sia uno dei tre pezzi più
bello dell’intero album, lo metterei alla pari di “Riflessi
d’ambra”.
M.M:
Rimanendo sul forum, qualcuno si augura che in futuro non
perdiate la vostra identità svendendovi al facile mercato
discografico con le solite ballate d’amore, e questa
“frecciatina” è forse dovuta al fatto che il secondo album ha
l’amore come elemento caratterizzante di alcune canzoni. Cosa mi
dici in proposito?
L.C: Abbiamo letto questi avvertimenti che ci interessano
moltissimo, “Essere Romantico” ci rendiamo conto perfettamente
sia una tappa del nostro percorso evolutivo. Meccanismi, come
ogni disco d’esordio che si rispetti, aveva le nostre ingenuità,
ed essendo composto da brani scritti anche molto prima dalla sua
uscita esprimeva un senso di assoluta spensieratezza, infatti
mai avremmo pensato che tali brano sarebbero poi stati
pubblicati.
“Essere Romantico” come detto prima, risulta una logica
conseguenza sia per quanto riguarda i suoni che l’elettronica,
ma non un punto d’arrivo, perciò nessuno deve
preoccuparsi.
M.M: Ti
avevo già accennato del mio dispiacere nel non potervi vedere
“ripagati” dalle classifiche di airplay radiofoniche, anche se
tuttavia all’ascoltatore interessa principalmente vedere
pubblicato l’album e godere della sua musica.
L.C: Sicuramente la classifica è una cosa importante
comunque non siamo troppo preoccupati, l’importante è continuare
a lavorare sodo senza lasciarsi guidare dalle classifiche e
spaventarsi se il risultato non è immediato. Al giorno d’oggi la
questione è diventata esasperante e sembra quasi che la validità
di un pezzo sia legata al piazzamento nel music control, anche
se il brano che detiene un buon airplay radiofonico ha
probabilmente la capacità di arrivare facilmente
all’ascoltatore.
M.M: Forse
la qualità della musica e la “radiofonicità” non è un binomio
perfettamente azzeccato e probabilmente spesso l’importanza di
avere un buon ufficio stampa ed una major economicamente potente
alle spalle è maggiore del disco stesso?
L.C: Sicuramente radiofonicità, livello artistico e
qualità fanno fatica ad andare d’accordo ascoltando le radio,
per fortuna come “mosche bianche” in alcune radio si riesce a
sentire dei prodotti di qualità, e sembra ci sia la tendenza,
lenta ma costante a dedicare sempre più spazi alla musica
emergente di qualità superiore.
Credo comunque che cosa migliore per una band sia quella di
costruirsi più cose possibili in casa propria, la casa
discografica dovrebbe invece pensare soprattutto a vendere i
dischi (distribuzione, marketing etc), mentre la band dovrebbe
mettere da parte tutti questi aspetti dedicandosi espressamente
al prodotto musicale.
M.M: Sabato prossimo protagonisti al mega concerto/evento
di Ligabue, come vi state preparando per l’occasione, avete già
incontrato Luciano? L.C: Ultimamente non abbiamo
incontrato il Liga, in quanto è super preso da prove,
organizzazione, registrazione dell’album il quale è stato
prodotto da Massimo Barbacci cooprodotto da Luca Pernici,
quest’ultimo nostro produttore e motivo di grande soddisfazione.
Per sabato stiamo iniziando a studiarci la scaletta migliore da
potere offrire, ovviamente presenteremo i nostri pezzi più forti
partendo da quelli che ci hanno fatto conoscere, del resto ci
sentiamo preparati infatti arriviamo abbastanza rodati da un
estate ricca di concerti e speriamo di fare il meglio possibile.
E’ la seconda volta che apriamo un concerto di Luciano, la prima
è avvenuta di fronte ad un pubblico di trentamila persone nel
2002, quando non avevamo ancora un contratto discografico ed
eravamo praticamente sconosciuti, tuttavia è stata un immensa
emozione che sicuramente si moltiplicherà in maniera impensabile
il 10 settembre.
Pensare che Ligabue abbia battuto il record degli U2
compiuto oltretutto sempre al Campovolo con 145 mila biglietti
venduti mi provoca forti emozioni, pensare che parteciperemo ad
un concerto memorabile nella storia della musica è
entusiasmante!
Verso le 15.30 quando suoneremo ovviamente non ci saranno
le 200 mila persone attese, però sentendo i pareri degli
organizzatori il pubblico sarà numerosissimo fin dalle prime
ore.
M.M: Quanti e quali pezzi suonerete?
L.L: Come ti dicevo, cercheremo di fare più pezzi
possibili, abbiamo soltanto mezz’ora di tempo, perciò proporremo
i pezzi di “Meccanismi” che ci hanno fatto conoscere ed alcuni
pezzi di “Essere romantico”. Posso anticiparti che visto
l’orario e che la gente sarà ancora bella riposata punteremo per
fare una scaletta bella movimentata :)
M.M: In quei giorni il tempo non sarà bellissimo, ho
visto in questo momento che sabato la pioggia darà un attimo di
tregua per riprendere il giorno successivo.
L.C: Nel 2002 poco prima di suonare era venuto un
tornado, ricordo che venne giù pioggia, grandine ma per fortuna
durò soltanto cinque minuti.
Comunque per la voglia di assistere a questo evento e l’attesa
creata credo che tutti gli spettatori potranno sopportare anche
due gocce di pioggia.
M.M: E’ stato un immenso piacere scambiare due
chiacchiere con te, salutami tutto il gruppo.
A cura di
Marco Masia
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INTERVISTA A LUCIANO
LIGABUE
Allora Luciano, un ritorno alla grande?
“Già. Devo dire che quando Maioli mi ha chiesto se
volevo festeggiare i quindici anni di carriera con
un concerto, non mi aspettavo proprio qualcosa del
genere. Ho notato che stanno lavorando tutti
alacremente, ma in maniera assolutamente naturale”.
Perché hai deciso di utilizzare quattro palchi?
“Per consentire a tutti di vedere almeno una parte
del concerto da vicino e per stringere in un
virtuale abbraccio i presenti. Vogliamo
soddisfare chi avrà la pazienza di mettersi in coda
il giorno prima e chi, per vari motivi, potra
arrivare solo all’ultimo momento. L’inizio e
la fine del concerto mi vedranno impegnato
con la mia band sul Palco Main. Sul Palco
Vintage suonerò per circa mezz’ora con i
Clandestino. Sul palco Teatro eseguirò dei brani
come abbiamo fatto nel tour di Giro D’Italia, mentre
nel Palco Solo suonerò accompagnato dalla mia
chitarra. Inoltre i quattro impianti saranno
sempre attivi, così l’acustica sarà ottima. La
gente in questo non dovrà spostarsi e non ci saranno
problemi”
Come ti stai preparando al concerto?
“Dal punto di vista emotivo sono molto carico,
sapete che sono un tossico da concerto, quindi la
mia voglia di salire sul palco è al massimo. Dal
punto di vista musicale ho tre sale prove attive,
una con la Banda, una con i Clandestino e una con
Pagani”.
Cosa ti preoccupa maggiormente?
“Il fatto di fare un concerto di tali proporzioni
senza una vera e propria data 0. Abbiamo solo due
date, una a Zurigo e una a Monaco, ma non saranno la
stessa cosa”.
Un concerto che anticipa un disco. Scelta
bizzarra?
“In effetti è rischioso e anche molto strano.
Sinceramente, dal punto di vista economico, sarebbe
stato meglio far uscire un disco e poi fare il tour
in estate. Ma stiamo cercando di vivere al massimo
le nostre sfide. Questa unica data ci consentirà di
bruciare le emozioni, sarà come una overdose, mentre
nel 2006 ci sarà un tour canonico che
mi consentirà di sfogarmi”.
Cosa può anticiparci del nuovo disco?
“Sarà un disco concentrato. Non ci saranno
molte canzoni, ma saranno attentamente selezionate.
Abbiamo lavorato molto sul suono e spero che si
avverta qualcosa di nuovo, ma questo lo potranno
dire solo gli ascoltatori. Ad oggi però non so
ancora quale titolo dare e quale sarà il singolo”.
Vorremmo concludere la nostra intervista con una
piccola provocazione. Qualcuno sostiene che ci sia
una sorta di sfida con l’altro rocker emiliano,
Vasco Rossi. Lei come giudica queste voci? Se
partecipasse al Live Aid cosa potrebbe accadere?
Possiamo sperare in un duetto?
“Lui ha fatto molto per la musica, ma noi guardiamo
al nostro lavoro e basta. Il resto sono solo
congetture che fanno i giornalisti. Ho incontrato
Vasco poche volte ma devo dire che mi sono trovato
sempre bene. Comunque non credo di partecipare al
Live Aid perché ha ricevuto una richiesta ufficiale
solo pochi giorni fa, ma ora devo pensare a finire
l’album e preparare il concerto. Quello che potrà
accadere lo sapremo solo vivendo”.
I nostri inviati
Fabio Manara
fabio.manara@libero.it
Simona Capoferri
simoncella@messaggiami.net
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PRESENTAZIONE CONCERTO
“Un evento che
chiude un ciclo”. Le parole con cui Luciano
Ligabue definisce in maniera chiara, immediata,
proprio come lui e le sue canzoni, il concerto
evento che ci sarà il 10 settembre al Campovolo
di Reggio Emilia.
Già, la chiusura di un ciclo, quello iniziato con il
tour del 2003 tra teatri e palazzetti. Proprio quel
tour, composto da 99 date, troverà la degna
conclusione in un concerto che saluta il passato
e guarda al futuro. Lo spettacolo organizzato da
Barley Art e Friends&Partners, in accordo con
Riservarossa, avrà dimensioni eccezionali in
termini di organizzazione e produzione musicale.
Sono state usate molte definizioni per etichettare
questo concerto, ma il più adatto resta sicuramente
evento.
Qualcosa di più di un concerto, più di una
festa, qualcosa di eccezionale. E lo si
capisce ascoltando i numeri sfoderati con tanto
orgoglio dagli organizzatori. Un affluenza di fans
che varierà tra i 150.000 e le 200.000
unità, 4 palchi, 1500 addetti. Numeri
ma anche date. 10 settembre 2005 vuol dire il
ritorno ai concerti da parte del rocker di Correggio
dopo due anni e mezzo, per festeggiare il
quindicesimo anno di carriera, con il settimo
album di inediti e la centesima canzone
pubblicata.
La produzione dell’evento sarà interamente
italiana e si propone di essere il più grande
fenomeno musicale mai prodotto prima. Senza
dimenticare la qualità dello spettacolo, vero
marchio di fabbrica per Ligabue.
I quattro palchi, che renderanno Luciano
visibile a tutti, avranno altrettanti impianti
di diffusione sempre attivi, per consentire ai
presenti di godere del massimo della qualità, con un
effetto simile al surround. Lo show, infatti, è
stato pensato e ideato per una sola
rappresentazione con una struttura scenica mai
utilizzata prima da nessun artista nel mondo.
I 4 palchi saranno:
Palco Main, dove Ligabue suonerà con la sua
attuale band La Banda.
Palco Vintage, dove Ligabue suonerà con la
sua prima band I Clandestino.
Palco Teatro, dove Ligabue suonerà in
versione Giro D’Italia.
Palco Solo, dove Ligabue si esibirà voce e
chitarra.
Attraverso i 4 palchi l’artista ripercorrerà 15 anni
di carriera illuminata da molteplici successi
musicali (ma anche cinematografici e letterari).
Chi non ha intenzione di dimenticare quella data, si
sfregherà le mani nel sapere che probabilmente
uscirà un dvd per fissare per sempre
l’evento.
E per restare in tema di pubblicazioni, è ufficiale
l’uscita di un nuovo singolo a fine agosto,
mentre a metà settembre sarà in vendita il nuovo
album. La Warner Music Italia, infatti,
pubblicherà il suo settimo album di inediti tre anni
e mezzo dopo “Fuori come va?”.
La prevendita dei biglietti (su
www.ticketone.it, nelle prevendite abituali
e in oltre 500 punti vendita dei
circuiti GreenTicket, Amit, Unicredit e Box Office),
iniziata ai primi di maggio, prosegue a ritmi da
evento unico e imperdibile! Il prezzo del biglietto
è di 30,00 euro + il 15% di diritto di
prevendita.
Sul sito
www.campovolo.com si possono trovare tutte
le informazioni in merito al concerto di Luciano
Ligabue, dai punti vendita autorizzati dei biglietti
(gli organizzatori invitano il pubblico a non
comprare biglietti in punti che non siano indicati
nel suddetto sito e a non pagare più del 15%
di diritto di prevendita, fatto salvo che non si
acceda a servizi accessori quali pagamento con carta
di credito, call center che sono a pagamento,
consegna a domicilio o altro) alle informazioni di
servizio, fino alle notizie sullo spettacolo
(all’uopo).
Sito ufficiale:
www.campovolo.com
I nostri inviati
Fabio Manara
fabio.manara@libero.it
Simona Capoferri
simoncella@messaggiami.net
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ALCUNE NOTE DI PRODUZIONE
Dimensione dell’area spettacolo: 150.000 mq.
Dimensioni palchi :
Main : fronte 80 mt. – profondità 18 mt.
– altezza struttura 25 mt.
Vintage : fronte 60 mt. – profondità 12 mt
– altezza struttura 15 mt.
Teatro: fronte 14 mt. – profondità 8 mt.
Solo : fronte 14 mt. – profondità 8 mt.
Passerelle 95 mt. di lunghezza l’una (per
parte) – altezza da terra massima 3 mt.
Numero 7 torri delay – altezza 16 mt.
Più di 1000 corpi illuminanti che prendono
spunto dalla caratteristiche di concerti rock
realizzati dalla fine anni ’80 ad oggi in Europa –
impianto illuminotecnico fornito da Prg Europe
(società nata dalla fusione di Lsd e Varilites).
Più di 7000 kw necessari per alimentare
l’impianto illuminotecnico.
Più di 300 diffusori audio appesi su svariati
cluster audio per coprire acusticamente l’intera
area.
L’impianto audio sarà Martin Audio London –
modello Line array – su progetto di Jim Cousins –
uno dei progettisti dei nuovi Line array Martin -
trasmissione segnale in fibra ottica.
Più di 500 kw necessari per alimentare
l’impianto audio
8/10 schermi di grandi dimensioni
200 persone impiegate come tecnici audio,
luci, video, palco, scenografi, generatori, catering
di servizio, assistenza tecnica, produzione,
logistica, promozione ed ecc.
300 persone impiegate nel servizio di
ristorazione
200 persone impiegate nel servizio medico
500 persone nei turni di sicurezza
200 persone impiegati come personale addetto
al montaggio
15 elettricisti
Saranno utilizzati un numero importante di
contenitori d’acqua (sacchetti) forniti dalla
protezione civile da quantificare a seconda delle
condizioni meteo
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