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DAI NOSTRI INVIATI

 
- Il ritorno del Liga 24.01.06

- La cronaca del concerto 12.09.05

- Recensione di Fabio Manara 13.09.05
- Diamo un voto al concerto 13.09.05
- Intervista a Il Nucleo 07.09.05
- Conferenza Stampa 16.06.05
    - Intervista Ligabue
    - Presentazione concerto
    - Dati tecnici
 


Sondaggio
Qual è il migliore album di Ligabue tra quelli prodotti dal 1990 al 2003?
LIGABUE (1990)
LAMBRUSCO, COLTELLI, ROSE & POPCORN (1991)
SOPRAVVISSUTI E SOPRAVVIVENTI (1993)
A CHE ORA E' LA FINE DEL MONDO (1994)
BUON COMPLEANNO ELVIS (1995)
SU E GIU' DA UN PALCO (1997)
RADIO FRECCIA (1998)
MISS MONDO (1999)
FUORI COME VA? (2002)
GIRO D'ITALIA (2003)

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Luca Canei, batterista de Il Nucleo

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le immagini della conferenza

Immagini di Simona Capoferri
 

 


LIGABUE E' TORNATO!
di Fabio Manara


Luciano Ligabue è tornato. E come da tradizione le apparizioni del rocker emiliano sono sempre accompagnate da una scia di mistero e curiosità.
Sensazioni legittime, soprattutto se si pensa al tour che segue il concerto evento tenuto il 10 settembre scorso al Campovolo di Reggio Emilia, davanti a una folla da record (165.264 paganti e 180.000 presenze).

Anche in questa occasione lo sforzo produttivo è stato da primato. Ligabue prenderà parte ad un tour che lo porterà in giro per l’Italia, fino all’estate, tra club, palasport e stadi.
Nei club suonerà con i ClanDestino (Max Cottafavi, Luciano Ghezzi, Gigi Cavalli Cocchi, Giovanni Marani) cioè la band due primi tre dischi di Luciano; nei palasport suonerà con La Banda (Federico Poggipollini, Mel Previte, Robby Pellati, Antonio Righetti, Niccolò Bossini) che dal 1995 accompagnano il mediano del rock; negli stadi con entrambi i gruppi.

Organizzato e prodotto da Barley Arts e Friends & Partners, il “Nome e Cognome tour 2006”, parte il 7 febbraio dall’Alcatraz di Milano. Dopo la prima parte nei club, dal Mazda Palace di Genova inizia quella nei palasport, mentre dallo Stadio del Conero di Ancona parte quella negli stadi.
La prevendita per tutti i concerti inizia il 30 gennaio. Tutti i biglietti (posto unico) costano 35,00 euro + 5,25 euro (dir.prev.), tranne alcuni biglietti (tribuna numerata), negli stadi, che invece costano 50,00 euro + 7,50 (dir.prev.).

I biglietti per i concerti nei palasport e negli stadi si possono acquistare già dal 30 gennaio sul sito internet www.ticketone.it  e nei punti vendita Ticketone, mentre a seguire saranno disponibili anche negli altri circuiti di vendita abituali di tutta Italia. I biglietti per i concerti nei club si possono acquistare il 30 gennaio esclusivamente presso i club (il 75% del totale) a partire dalle ore 15.00 o in internet su www.ticketone.it  (il 25%) a partire dalle ore 9.00. Per chi acquista il biglietto presso i club sarà disponibile anche un numero limitato di biglietti per un concerto al palasport e in uno stadio, acquistabile senza prevendita.

Per conoscere tutte le date del "NOME E COGNOME tour" clicca qui.

Fabio Manara

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LA CRONACA DEL 10 SETTEMBRE, ORA PER ORA.
IL NOSTRO GIORNO DEI GIORNI.
dall'inviato MARCO MASIA

E' arrivato "il giorno dei giorni", atteso dallo scorso maggio, acclamato in tutta Italia da ogni mass media e descritto come il concerto più grande d'Europa per il numero di mezzi e persone.

Come annunciato in questi giorni, abbiamo deciso di parteciparvi in 4; due inviati per il nostro sito partner Messaggiami.net due invece per Web Music World.

L'arrivo a Reggio Emilia
ore 08.00
Con il treno diretto da Firenze mentre arriviamo alla stazione di Reggio Emilia, sulla nostra destra ci appare uno scenario fantastico, l'immensa struttura del Campovolo si innalza in aperta campagna destando stupore tra tutti i passeggeri. Scesi dal treno, arriviamo alla stazione centrale dove sono già tantissimi i giovani che zaino in spalla cercano in tutti i modi di recarsi nell'area dell'evento, intanto notiamo che sono numerose le indicazioni per raggiungerla ed un primo punto informativo ci accoglie con il depliant contenente ogni informazione utile.

ore 8.30 Dopo aver lasciato i bagagli in hotel (il Metropolis, ve lo consigliamo!) corriamo sul taxi che ci lascia direttamente di fronte alla biglietteria dove sono radunate già qualche migliaia di persone, molte delle quali in attesa dalla sera prima per conquistarsi un posto in prima fila. La gente ha in gran parte ha acquistato il biglietto in prevendita, evitando così lunghe file, noi ci dirigiamo invece nel box dedicato agli accrediti stampa, dove le splendide ragazze della Parole & Dintorni ci accolgono prontamente.

ore 9.00 Puntuali come da copione vengono aperti i primi cancelli che delimitano l'area del campovolo, uno spettacolo visivo! Infatti migliaia di giovani si imbattono in una sfrenata corsa all'oro, in questo caso rappresentato da i famosi braccialetti consegnati agli iscritti del fans club, verdi per i primissimi arrivati rossi per gli altri.

ore 11.00 Con largo anticipo vengono aperti i cancelli d'ingresso all'area del concerto così da far defluire i primi giovani accorsi, non troppo severi i controlli (molti giovani sono riusciti ad introdurre bottiglie corredate di tappo e quant'altro), tuttavia nessun incidente ha segnato la serata.

ore 12.00 Ci rechiamo presso uno dei tanti punti ristorativi all'interno dell'area concerto, bisogna ammettere che i gestori di tali aree hanno alzato un pò troppo i prezzi (2€ mezzo litro d'acqua... calda) ed improvvisamente si innalza nell'aria la voce di Ligabue che intona "la canzone del sole". Tutti corrono verso il palco stupiti dal fatto che lui possa essere già comparso, ma giustamente è soltanto una registrazione trasmessa nell'ora prestabilita per l'iniziativa che ha visto protagonista più di 200 bande italiane. A questo punto comincia il Dj set con Luca De Gennaro, che riesce ad intrattenere gli spettatori fino alle ore 15.00 con i grandi classici del Rock, ma molto apprezzata è anche la mezz'ora che dalle 14.30 alle 15.00 ha fatto diventare l'arena del Campovolo una grossa discoteca all'aperto.

ore 13.00 Ci addentriamo nell'area già super affollata posta di fronte al palco, e solo a questo punto riusciamo a comprendere quano sia maestosa l'intera struttura. Il palco "main" lungo 90 metri più 95 di passerelle è fantastico nella sua semplicità, infiniti riflettori bianchi di varie potenze pronti a dar luce ad un evento unico.

ore 14.00 Le previsioni meteorologiche prevedevano cielo coperto con possibilità di leggere piogge, invece per fortuna/purtroppo di nuvole se ne sono viste veramente poche, così il sole ha picchiato duro soprattutto nelle ore di punta, costringendo gli spettatori a "denudarsi" e godersi la tintarella inaspettata. Nel frattempo i numerosi volontari hanno iniziato a distribuire i sacchetti di acqua lanciandoli verso il pubblico cercando di accontentare tutti.

ore 15.00 A questo punto Luca De Gennaro si congeda lasciando spazio alla prima band i "Piccoli Omicidi" selezionata dall'Arci di Reggio Emilia, alle 15.25 prende posto sul palco la band de "Il Nucleo" noti al grande pubblico grazie ai singoli "Sospeso" e "Meccanismi", (16.05) si esibisce l'Aura nota grazie al singolo radiofonico "Radio star" ed al suo stile forse troppo simile a quello di Elisa. (16.45) Coinvolgente l'esibizione dei "RIO", gruppo romagnolo del quale fà parte il fratello di Ligabue, noto al pubblico grazie ai singoli "Marichi Hotel" e "Sei quella per me", (17.25) mantengono caldi gli animi i Folkabbestia, subito dopo i quali prendono posto Edoardo Bennato (18.15) ed Elisa (19.45). Quest'ultima ha saputo regalare un anteprima ed un atmosfera magica, tutti cantavano a squarciagola le sue canzoni che ha proposto senza stonature e quasi intimidita dal grande affetto ha ringraziato il pubblico sempre più vicino al suo idolo.

ore 21.00 Intanto la sera è calata, il palco prende un atmosfera impensabile, il Liga sembra farsi aspettare, tutti con lo sguardo fisso verso il palco e i maxi schermi posizionati intorno, ma della Star nessuna notizia. Ad un tratto, appare Claudio Maioli, il suo storico manager, che a gran voce ne annuncia il leggero ritardo ma soprattutto annuncia ufficialmente che... (ascolta l'audio) "tutti ci dicono che abbiamo battuto il record, bene! In realtà voi avete battuto un record! Noi abbiamo fatto di tutto e faremmo di tutto per meritarci questo record . Ligabue vi girerà intorno con lo show, perciò non spostatevi da un palco all'altro... tra pochi minuti inizierà... GODETEVELO!".

ore 21.15 La folla si accalca sempre più verso il palco, sui mega schermi appare l'immagine di un mondo visto dallo spazio ed una freccia che lo indica con su scritto "voi siete qui", l'immagine zoomma verso il mondo, si avvicina sempre più sull'italia, poi sull'Emilia, Reggio, sul campovolo, ed il pubblico per poi riprendere un ombra ben nota, è lombra del Liga che appare più in forma che mai sul grande palco, ed un boato immenso si innalza nel cielo.

APERTURA CONCERTO SUL PALCO MAIN
Il rocker Emiliano è molto emozionato, lo si evince dal suo viso ma soprattutto dalle prime strofe del "Giorno dei giorni" brano con il quale ha scelto di aprire il concerto. Certo dev'essere stata una bella soddisfazione vedere la maggior parte del pubblico cantare un brano pubblicato soltanto 8 giorni prima.
Superate le prime incertezze il Liga, dopo due anni di assenza dai palcoscenici parla con la folla dicendo: «Allora non era una balla, ci siete davvero? Ebbene, vi do una comunicazione di servizio: ci siamo anche noi». Accompagnato dalla sua attuale band composta da Poggipollini, Righetti, Previte e Pellati, prosegue il concerto percorrendo quindici anni della sua attività;

I ragazzi sono in giro,
Hai un momento Dio,
Vivo morto X,
Marlon Brando,
L'odore del sesso,
Eri bellissima,
Vivo abbastanza,
Fine del mondo.

Tutto era studiato alla perfezione, così con estrema facilità sul finale strumentale de la "fine del mondo" eseguito per l'occasione, Liga corre entusiasta fino al palco "Solo" dove compie accompagnato soltanto dalla sua chitarra, tre brani.

SUL PALCO SOLO

Sogni di Rock&Roll
Non è tempo per noi
Sono qui per l'amore (singolo che chiude l'ultimo album)

Prima di cantare il brano "Sono qui per l'amore", ha chiesto al pubblico di stare in silenzio per poterla spedire virtualmente nel centro America, alle genti di New Orleans colpite dall'uragano Katrina, un gesto di pace e di solidarietà approvato quasi dalla totalità della gente.

Conclusa l'esibizione sul palco "solo" mentre il Liga si spostava su di un percorso tattico, si sono accesi i riflettori del palco "teatro" sul quale il Coro di Monte Cusna ha intonato l'intro in chiave gospel del brano "Libera nos a malos" (secondo me uno dei migliori), per poi lasciare nuovamente spazio a Ligabue che insieme alla sua prima band "i Clandestino" ha strimpellato a suon di rock le note della stessa canzone.

Per gli spettatori situati di fronte al palco "main" da questo momento sono iniziati i problemi, infatti per tutta la durata dello spettacolo effettuato sul palco "vintage" l'audio è stato pressocchè inesistente, con problemi di sincrono anche nelle immagini.
Soltanto oggi ho appreso invece che gli spettatori presenti di fronte al palco "vintage" hanno vissuto i problemi tecnici per più di un ora e mezza!

Il concerto è comunque proseguito con i brani;

Sarà un bel souvenir
Bar Mario
Lambrusco e Popcorn
Ho messo via
Salviamoci la pelle

SUL PALCO TEATRO
In modo veloce e insospettabile il Liga è apparso poi sul palco "teatro" dove ad attenderlo c'èra un impagabile Mauro Pagani che gli ha quasi rubato la scena con la sua magica chitarra e le canzoni;

Vita da mediano
Il giorno di dolore che uno ha
Piccola stella senza cielo
Questa è la mia vita

Momento particolarmente toccante si è vissuto con il brano "il giorno di dolore che uno ha" prima del quale il Liga ha chiesto al pubblico di fare un pò di posto a D-Rad (avrebbe dovuto essere qui sul palco con noi stasera), Stefano Ronzani, a Giuanin (papà del cantante morto qualche tempo fa) ed a suo cugino Gianni. “Fate spazio perché ognuno di loro sia accanto a voi” chiede Ligabue.

Mentre Luciano si appresta a correre per l'ennesima volta verso il palco "main" Mauro Pagani ci delizia con un assolo eccelso, così l'attenzione del pubblico ricade sul palco maggiore dove Ligabue presenta "Happy Hours" uno dei nuovi brani contenuti nell'album in uscita il 16 settembre.

GRAN FINALE NEL PALCO MAIN
Da questo momento in poi il delirio è stato crescente, un gran finale con i fiocchi grazie a i brani;

Tutti vogliono viaggiare in prima
Balliamo sul mondo
Tra palco e realtà
Ho perso le parole
Certe notti
Urlando contro il cielo
Leggero (svolta sul palco "solo")

l'apice del concerto si è vissuto con il brano "balliamo sul mondo" durante il quale improvvisamente alle spalle del palco sono esplosi magnifici fuochi d'artificio che hanno illuminato a giorno l'area del Campovolo, ed in seguito con il bano "urlando contro il cielo" suonato in contemporanea su tutti e quattro i palchi da Ligabue e la sua attuale band, i Clandestino e Mauro Pagani.

In conclusione, sul palco "solo" il Liga ha salutato con una struggente versione di "leggero".

A fine concerto rimane la voglia di continuare a cantare per ore insieme alla star di Correggio, mentre ci si fa spazio tra la folla che in modo composto lascia alle sue spalle l'area del Campovolo, esausti dall'intensa giornata trascorsa tra sole, fango, sete e buona musica, pensiamo al giorno dei giorni che forse avrebbe potuto esserlo un pò per tutti.

Recensione a cura di Marco Masia

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IMPORTANTE:
Inviatiamo tutti voi ad inviarci foto, audio, i vostri racconti e quant'altro riuscirete a ricavare dalla giornata del 10 settembre utilizzando la seguente email
marco@webmusicworld.net

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IL CONCERTO AL CAMPOVOLO
recensione a cura di FABIO Manara

REGGIO EMILIA – Un evento. Non c’è altro modo per definire il concerto di Luciano Ligabue al Campovolo. 150.000, 180.000, 200.000 persone… Numeri di poco conto di fronte al calore dimostrato dai fan per il rocker emiliano.
E’ innegabile che il concerto sia stato di proporzioni colossali, del resto i numeri parlano da soli. Partendo dai quattro palchi, dagli otto megaschermi, i mille punti luce, i nove milioni (ripeto milioni) di watt necessari per alimentare l’impianto, i dieci chilometri di coda sull’autostrada. E aggiungiamo il numero di spettatori, sicuramente più di 180.000, dati alla mano. Tutto questo per demolire record che sembrano ormai lontani ricordi, anche se si parla di Vasco Rossi e U2.

Giornata di musica e festa che inizia presto, alle 15.30 con i semisconosciuti Piccoli Omicidi. Seguono Nucleo, L’Aura e i Folkabbestia. Alle 20 sale sul palco Edoardo Bennato per trenta minuti di grande blues. Chiude l’esibizione dei gruppi spalla Elisa, che non tradisce le aspettative e incanta con la sua stupenda voce. Applausi per tutti, meritati.
Alle 21.21 inizia lo show vero e proprio. L’immagine di un satellite che inquadra la terra e zoomma sempre di più fino a mostrare gli spettatori del Campovolo. E poi via con il nuovo singolo “Il giorno dei Giorni”, che passa veloce, con il pubblico che già sapeva a memoria il testo nonostante fosse in programmazione da pochi giorni.

Il saluto del Liga: “Non era una balla. Ci siete davvero? Ebbene, ci siamo anche noi”. Altri quaranta minuti di rock energico con i grandi successi. Una veloce corsa alla sinistra del palco e Ligabue incanta i suoi fan con una incisiva esibizione voce e chitarra. Sorprende sentire il (probabile) nuovo singolo “Sono qui per l’amore” in versione acustica, dedicata alle vittime di New Orleans.
La palla passa al coro Monte Cusna che introduce l’indimenticabile “Libera nos a malo”.

E Ligabue spunta sul palco vintage, a 800 metri di distanza, dove i Clandestino dimostrano di essere tutt’altro che arrugginiti. Anche qui quindici minuti di sano rock, da fare emozionare i più nostalgici del Liga prima maniera.
Ennesima corsa fino al palco teatro dove è già pronto Mauro Pagani. “Il giorno di dolore che uno ha”, dedicata a papà Giovanni, “Una vita da mediano”, “Questa è la mia vita”, con virtuoso assolo finale del polistrumentista Pagani. “Piccola stella senza cielo” è la canzone che accompagna Ligabue sulla passerella che conduce al palco main per il gran finale. Si finisce con i bis “Balliamo sul mondo”, “Certe notti” e “Urlando contro il cielo”, con tre palchi attivi e tutti i musicisti impegnati. Quando il Liga inizia a cantare “Leggero” i più capiscono che si è alla fine di una giornata indimenticabile, il giorno dei giorni appunto.

Recensione a cura di Fabio Manara

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DIAMO I VOTI AL CONCERTO DEL CAMPOVOLO
a cura di FABIO Manara

REGGIO EMILIA – Dopo la sbornia di rock è tempo di bilanci per il concerto del Campovolo. Divertiamoci a dare dei voti, premesso che vuole essere un modo per sorridere, senza sminuire il lavoro di chi tanto ha fatto per l’organizzazione di questo storico evento.

Impianto audio
6: diamo la sufficienza date le circostante. Un impianto tanto grande non era mai stato progettato. L’obbiettivo era fare sentire tutti senza stordire quelli sotto al palco e costringere quelli lontani a improbabili letture del labiale. Qualche calo di potenza c’è stato, innegabile. Certo è che di fronte alla forza con cui il popolo del Liga canta le sue canzoni ogni impianto impallidisce.

Megaschermi
6.5: sufficienza piena e più che mai meritata. Esaltano la personalità di Luciano, inquadrandolo da ogni angolo. Regalano suggestive immagini che accompagnano le canzoni, dal video de “Il giorno dei giorni” a futuristici giochi di luce.

Piccoli Omicidi
7: loro 180.000 persone tutte insieme non le hanno mai forse nemmeno immaginate. Sotto il sole delle 15.30 propongono due pezzi di rock alternativo, con suoni che trovano radici nei Radiohead, ma anche nei nostri Afterhours. Bravi, soprattutto nel mettersi alle spalle panico ed emozione.

Folkabbestia
7: la band folk pugliese fa ballare con i ritmi allegri e suoni etnici. Non mancano gli slogan anti-Berlusconi che non aiuteranno Luciano a togliersi l’etichetta di comunista.

Nucleo
7: loro ormai ci hanno fatto il callo ad aprire i concerti di Luciano Ligabue, lo avevano fatto anche in occasione del raduno, lo scorso settembre. Tanta gavetta alle spalle, si vede così come si vede il risultato: grande sicurezza sul palco.

Rio
7: nemmeno Marco Ligabue e soci tradiscono. Tre canzoni, non molte, ma che vanno diritte al cuore e ai polmoni della gente, che apprezza.

Edoardo Bennato
8: un gradito ritorno per uno che gli stadi, quando Ligabue iniziava a cantare, li riempiva. Il suo blues rock non conosce tempo.

Elisa
8: visibilmente emozionata ma grintosa come mai. Dimostra le indiscutibili qualità vocali con una esibizione mozzafiato.

Musicisti
9: degno, anzi naturale supporto per un artista come Luciano. La Banda, con il nuovo chitarrista Niccolo Bossoni, non sorprende più. I Clandestino non sentono il passare del tempo e ancora fanno emozionare i fan, a partire da quelli storici che seguono Ligabue da più di quindici anni. Prezioso, eclettico, fantasioso Mauro Pagani. Mandolino, flauto, violino, per lui è uguale.

Il pubblico
10: non per fare i buonisti. E’ la verità. Una marea umana, che non ha mai smesso di cantare e saltare, tanto da arrivare a coprire, in alcuni momenti, la voce dello stesso Ligabue.

Ligabue
10: ora è il recordman del rock. Mai nessuno aveva attirato tanta gente in un concerto a pagamento. Aveva promesso un grande show e così è stato. Fin dal giorno della prima conferenza stampa aveva detto. “Non aspettatevi un concerto perfetto, sarà pura energia”. Detto, fatto. Nonostante alcuni comprensibili problemi tecnici, un impianto audio tanto imponente non era mai stato utilizzato, Luciano è riuscito a far esaltare tutti i presenti. Ci ha messo voce, nonostante un paio di stecche e tanto, tantissimo cuore.

Recensione a cura di Fabio Manara

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INTERVISTA A IL NUCLEO
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con LUCA CANEI, batterista dell band Emiliana venuta alla ribalta nel 2003 grazie alla hit "Sospeso" ed all'album "Meccanismi", protagonisti attualmente con un nuovo fantastico album dal titolo "Essere romantico".


Marco Masia
: Ci siamo sentiti nell’ottobre del 2003, in quel periodo mi parlavate di una “Family” all’interno della quale si ascoltava musica di ogni genere, si provavano i suoni, si tenevano i contatti con gli utenti del vostro sito internet. Tutto ciò esiste ancora oggi?
Luca Canei: Questo è stato un aspetto che abbiamo sempre cercato di mantenere vivo e per forza di cose si è mantenuto. Quindi a partire dal nostro produttore artistico che da sempre è rimasto Luca Pernici, il quale possiamo definirlo tranquillamente come un quinto elemento.

M.M: Se "Meccanismi", trattava delle problematiche dell’uomo moderno, "Essere Romantico" sembra essere lo sviluppo e la continuazione del primo, con la differenza che forse si toccano argomenti più legati all’amore.
L.C: Questo dal punto di vista testuale è un grosso cambiamento, perché per la prima volta in alcuni episodi di essere romantico è stato affrontato il tema dell’amore in modo abbastanza diretto, ma si parla non soltanto di amore verso un'altra persona ma anche verso il passato.

M.M: Dopo il primo singolo “27 aprile”, lo scorso giugno è uscito “Gioiello", ci sarà un ulteriore singolo?
L.C: Il singolo uscito lo scorso giugno è “Gioiello”, attualmente stiamo pensando di estrarne uno nuovo che suoneremo probabilmente a Reggio Emilia il 10 settembre.

M.M: A chiudere l’album un brano assolutamente affascinante e di atmosfera, com’è nata “la ballata dell’uomo fragile”?
L.C: Questo brano è nato in un modo stranissimo, è un pezzo che ha avuto una fase di registrazione molto diversa da tutti gli altri. Due chitarre, effetti di basso e voce. Faceva parte di un provino, suonato in cerchio noi quattro in presa diretta, così riascoltando la registrazione ci siamo resi conto che come suoni, intensità ed esecuzione sarebbe stato assolutamente interessante inserirlo nel disco così com’era uscito, senza perfezionarlo in studio.

M.M: Ho notato che il rapporto visibile sul forum del vostro sito (www.ilnucleo.com) con i fans è particolarmente intenso e d’intesa.
L.C: Abbiamo puntato molto sul forum ed il rapporto con i fans anzi direi in gran parte amici, riteniamo sia assolutamente importante. Ultimamente abbiamo attivato un sondaggio che permette i visitatori di scegliere su quale sarà il terzo singolo tra i brani “La canzone del marinaio” e “Non spegnere la luce”.

M.M: Personalmente ho già votato per “La canzone del marinaio” tu quale sceglieresti?
L.C: Anche io sceglierei quella, ne stiamo discutendo tra di noi, ma credo sia assolutamente il pezzo più bello anche se forse meno radiofonico. Penso che sia uno dei tre pezzi più bello dell’intero album, lo metterei alla pari di “Riflessi d’ambra”.

M.M: Rimanendo sul forum, qualcuno si augura che in futuro non perdiate la vostra identità svendendovi al facile mercato discografico con le solite ballate d’amore, e questa “frecciatina” è forse dovuta al fatto che il secondo album ha l’amore come elemento caratterizzante di alcune canzoni. Cosa mi dici in proposito?
L.C: Abbiamo letto questi avvertimenti che ci interessano moltissimo, “Essere Romantico” ci rendiamo conto perfettamente sia una tappa del nostro percorso evolutivo. Meccanismi, come ogni disco d’esordio che si rispetti, aveva le nostre ingenuità, ed essendo composto da brani scritti anche molto prima dalla sua uscita esprimeva un senso di assoluta spensieratezza, infatti mai avremmo pensato che tali brano sarebbero poi stati pubblicati.
“Essere Romantico” come detto prima, risulta una logica conseguenza sia per quanto riguarda i suoni che l’elettronica, ma non un punto d’arrivo, perciò nessuno deve preoccuparsi.

M.M: Ti avevo già accennato del mio dispiacere nel non potervi vedere “ripagati” dalle classifiche di airplay radiofoniche, anche se tuttavia all’ascoltatore interessa principalmente vedere pubblicato l’album e godere della sua musica.
L.C: Sicuramente la classifica è una cosa importante comunque non siamo troppo preoccupati, l’importante è continuare a lavorare sodo senza lasciarsi guidare dalle classifiche e spaventarsi se il risultato non è immediato. Al giorno d’oggi la questione è diventata esasperante e sembra quasi che la validità di un pezzo sia legata al piazzamento nel music control, anche se il brano che detiene un buon airplay radiofonico ha probabilmente la capacità di arrivare facilmente all’ascoltatore.

M.M: Forse la qualità della musica e la “radiofonicità” non è un binomio perfettamente azzeccato e probabilmente spesso l’importanza di avere un buon ufficio stampa ed una major economicamente potente alle spalle è maggiore del disco stesso?
L.C: Sicuramente radiofonicità, livello artistico e qualità fanno fatica ad andare d’accordo ascoltando le radio, per fortuna come “mosche bianche” in alcune radio si riesce a sentire dei prodotti di qualità, e sembra ci sia la tendenza, lenta ma costante a dedicare sempre più spazi alla musica emergente di qualità superiore.
Credo comunque che cosa migliore per una band sia quella di costruirsi più cose possibili in casa propria, la casa discografica dovrebbe invece pensare soprattutto a vendere i dischi (distribuzione, marketing etc), mentre la band dovrebbe mettere da parte tutti questi aspetti dedicandosi espressamente al prodotto musicale.


M.M: Sabato prossimo protagonisti al mega concerto/evento di Ligabue, come vi state preparando per l’occasione, avete già incontrato Luciano? L.C: Ultimamente non abbiamo incontrato il Liga, in quanto è super preso da prove, organizzazione, registrazione dell’album il quale è stato prodotto da Massimo Barbacci cooprodotto da Luca Pernici, quest’ultimo nostro produttore e motivo di grande soddisfazione.
Per sabato stiamo iniziando a studiarci la scaletta migliore da potere offrire, ovviamente presenteremo i nostri pezzi più forti partendo da quelli che ci hanno fatto conoscere, del resto ci sentiamo preparati infatti arriviamo abbastanza rodati da un estate ricca di concerti e speriamo di fare il meglio possibile.
E’ la seconda volta che apriamo un concerto di Luciano, la prima è avvenuta di fronte ad un pubblico di trentamila persone nel 2002, quando non avevamo ancora un contratto discografico ed eravamo praticamente sconosciuti, tuttavia è stata un immensa emozione che sicuramente si moltiplicherà in maniera impensabile il 10 settembre.
Pensare che Ligabue abbia battuto il record degli U2 compiuto oltretutto sempre al Campovolo con 145 mila biglietti venduti mi provoca forti emozioni, pensare che parteciperemo ad un concerto memorabile nella storia della musica è entusiasmante!
Verso le 15.30 quando suoneremo ovviamente non ci saranno le 200 mila persone attese, però sentendo i pareri degli organizzatori il pubblico sarà numerosissimo fin dalle prime ore.


M.M: Quanti e quali pezzi suonerete?
L.L: Come ti dicevo, cercheremo di fare più pezzi possibili, abbiamo soltanto mezz’ora di tempo, perciò proporremo i pezzi di “Meccanismi” che ci hanno fatto conoscere ed alcuni pezzi di “Essere romantico”. Posso anticiparti che visto l’orario e che la gente sarà ancora bella riposata punteremo per fare una scaletta bella movimentata :)
M.M: In quei giorni il tempo non sarà bellissimo, ho visto in questo momento che sabato la pioggia darà un attimo di tregua per riprendere il giorno successivo.
L.C: Nel 2002 poco prima di suonare era venuto un tornado, ricordo che venne giù pioggia, grandine ma per fortuna durò soltanto cinque minuti.
Comunque per la voglia di assistere a questo evento e l’attesa creata credo che tutti gli spettatori potranno sopportare anche due gocce di pioggia.

M.M: E’ stato un immenso piacere scambiare due chiacchiere con te, salutami tutto il gruppo.

A cura di Marco Masia

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INTERVISTA A LUCIANO LIGABUE

Allora Luciano, un ritorno alla grande?
“Già. Devo dire che quando Maioli mi ha chiesto se volevo festeggiare i quindici anni di carriera con un concerto, non mi aspettavo proprio qualcosa del genere. Ho notato che stanno lavorando tutti alacremente, ma in maniera assolutamente naturale”.

Perché hai deciso di utilizzare quattro palchi?
“Per consentire a tutti di vedere almeno una parte del concerto da vicino e per stringere in un virtuale abbraccio i presenti. Vogliamo soddisfare chi avrà la pazienza di mettersi in coda il giorno prima e chi, per vari motivi, potra arrivare solo all’ultimo momento. L’inizio e la fine del concerto mi vedranno impegnato con la mia band sul Palco Main. Sul Palco Vintage suonerò per circa mezz’ora con i Clandestino. Sul palco Teatro eseguirò dei brani come abbiamo fatto nel tour di Giro D’Italia, mentre nel Palco Solo suonerò accompagnato dalla mia chitarra. Inoltre i quattro impianti saranno sempre attivi, così l’acustica sarà ottima. La gente in questo non dovrà spostarsi e non ci saranno problemi”

Come ti stai preparando al concerto?
“Dal punto di vista emotivo sono molto carico, sapete che sono un tossico da concerto, quindi la mia voglia di salire sul palco è al massimo. Dal punto di vista musicale ho tre sale prove attive, una con la Banda, una con i Clandestino e una con Pagani”.

Cosa ti preoccupa maggiormente?
“Il fatto di fare un concerto di tali proporzioni senza una vera e propria data 0. Abbiamo solo due date, una a Zurigo e una a Monaco, ma non saranno la stessa cosa”.

Un concerto che anticipa un disco. Scelta bizzarra?
“In effetti è rischioso e anche molto strano. Sinceramente, dal punto di vista economico, sarebbe stato meglio far uscire un disco e poi fare il tour in estate. Ma stiamo cercando di vivere al massimo le nostre sfide. Questa unica data ci consentirà di bruciare le emozioni, sarà come una overdose, mentre nel 2006 ci sarà un tour canonico che mi consentirà di sfogarmi”.

Cosa può anticiparci del nuovo disco?
“Sarà un disco concentrato. Non ci saranno molte canzoni, ma saranno attentamente selezionate. Abbiamo lavorato molto sul suono e spero che si avverta qualcosa di nuovo, ma questo lo potranno dire solo gli ascoltatori. Ad oggi però non so ancora quale titolo dare e quale sarà il singolo”.

Vorremmo concludere la nostra intervista con una piccola provocazione. Qualcuno sostiene che ci sia una sorta di sfida con l’altro rocker emiliano, Vasco Rossi. Lei come giudica queste voci? Se partecipasse al Live Aid cosa potrebbe accadere? Possiamo sperare in un duetto?
“Lui ha fatto molto per la musica, ma noi guardiamo al nostro lavoro e basta. Il resto sono solo congetture che fanno i giornalisti. Ho incontrato Vasco poche volte ma devo dire che mi sono trovato sempre bene. Comunque non credo di partecipare al Live Aid perché ha ricevuto una richiesta ufficiale solo pochi giorni fa, ma ora devo pensare a finire l’album e preparare il concerto. Quello che potrà accadere lo sapremo solo vivendo”.

I nostri inviati
Fabio Manara
fabio.manara@libero.it
Simona Capoferri simoncella@messaggiami.net

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PRESENTAZIONE CONCERTO


Un evento che chiude un ciclo”. Le parole con cui Luciano Ligabue definisce in maniera chiara, immediata, proprio come lui e le sue canzoni, il concerto evento che ci sarà il 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia.

Già, la chiusura di un ciclo, quello iniziato con il tour del 2003 tra teatri e palazzetti. Proprio quel tour, composto da 99 date, troverà la degna conclusione in un concerto che saluta il passato e guarda al futuro. Lo spettacolo organizzato da Barley Art e Friends&Partners, in accordo con Riservarossa, avrà dimensioni eccezionali in termini di organizzazione e produzione musicale. Sono state usate molte definizioni per etichettare questo concerto, ma il più adatto resta sicuramente evento.

Qualcosa di più di un concerto, più di una festa, qualcosa di eccezionale. E lo si capisce ascoltando i numeri sfoderati con tanto orgoglio dagli organizzatori. Un affluenza di fans che varierà tra i 150.000 e le 200.000 unità, 4 palchi, 1500 addetti. Numeri ma anche date. 10 settembre 2005 vuol dire il ritorno ai concerti da parte del rocker di Correggio dopo due anni e mezzo, per festeggiare il quindicesimo anno di carriera, con il settimo album di inediti e la centesima canzone pubblicata.
La produzione dell’evento sarà interamente italiana e si propone di essere il più grande fenomeno musicale mai prodotto prima. Senza dimenticare la qualità dello spettacolo, vero marchio di fabbrica per Ligabue.

I quattro palchi, che renderanno Luciano visibile a tutti, avranno altrettanti impianti di diffusione sempre attivi, per consentire ai presenti di godere del massimo della qualità, con un effetto simile al surround. Lo show, infatti, è stato pensato e ideato per una sola rappresentazione con una struttura scenica mai utilizzata prima da nessun artista nel mondo.

I 4 palchi saranno:
Palco Main, dove Ligabue suonerà con la sua attuale band La Banda.
Palco Vintage, dove Ligabue suonerà con la sua prima band I Clandestino.
Palco Teatro, dove Ligabue suonerà in versione Giro D’Italia.
Palco Solo, dove Ligabue si esibirà voce e chitarra.
Attraverso i 4 palchi l’artista ripercorrerà 15 anni di carriera illuminata da molteplici successi musicali (ma anche cinematografici e letterari).
Chi non ha intenzione di dimenticare quella data, si sfregherà le mani nel sapere che probabilmente uscirà un dvd per fissare per sempre l’evento.
E per restare in tema di pubblicazioni, è ufficiale l’uscita di un nuovo singolo a fine agosto, mentre a metà settembre sarà in vendita il nuovo album. La Warner Music Italia, infatti, pubblicherà il suo settimo album di inediti tre anni e mezzo dopo “Fuori come va?”.

La prevendita dei biglietti (su www.ticketone.it, nelle prevendite abituali e in oltre 500 punti vendita dei circuiti GreenTicket, Amit, Unicredit e Box Office), iniziata ai primi di maggio, prosegue a ritmi da evento unico e imperdibile! Il prezzo del biglietto è di 30,00 euro + il 15% di diritto di prevendita.
Sul sito www.campovolo.com si possono trovare tutte le informazioni in merito al concerto di Luciano Ligabue, dai punti vendita autorizzati dei biglietti (gli organizzatori invitano il pubblico a non comprare biglietti in punti che non siano indicati nel suddetto sito e a non pagare più del 15% di diritto di prevendita, fatto salvo che non si acceda a servizi accessori quali pagamento con carta di credito, call center che sono a pagamento, consegna a domicilio o altro) alle informazioni di servizio, fino alle notizie sullo spettacolo (all’uopo).
Sito ufficiale: www.campovolo.com
 

I nostri inviati
Fabio Manara
fabio.manara@libero.it
Simona Capoferri simoncella@messaggiami.net

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ALCUNE NOTE DI PRODUZIONE

Dimensione dell’area spettacolo: 150.000 mq.

Dimensioni palchi :
Main : fronte 80 mt. – profondità 18 mt. – altezza struttura 25 mt.
Vintage : fronte 60 mt. – profondità 12 mt – altezza struttura 15 mt.
Teatro: fronte 14 mt. – profondità 8 mt.
Solo : fronte 14 mt. – profondità 8 mt.

Passerelle 95 mt. di lunghezza l’una (per parte) – altezza da terra massima 3 mt.

Numero 7 torri delay – altezza 16 mt.

Più di 1000 corpi illuminanti che prendono spunto dalla caratteristiche di concerti rock realizzati dalla fine anni ’80 ad oggi in Europa – impianto illuminotecnico fornito da Prg Europe (società nata dalla fusione di Lsd e Varilites).
Più di 7000 kw necessari per alimentare l’impianto illuminotecnico.
Più di 300 diffusori audio appesi su svariati cluster audio per coprire acusticamente l’intera area.
L’impianto audio sarà Martin Audio London – modello Line array – su progetto di Jim Cousins – uno dei progettisti dei nuovi Line array Martin - trasmissione segnale in fibra ottica.
Più di 500 kw necessari per alimentare l’impianto audio

8/10 schermi di grandi dimensioni
200 persone impiegate come tecnici audio, luci, video, palco, scenografi, generatori, catering di servizio, assistenza tecnica, produzione, logistica, promozione ed ecc.
300 persone impiegate nel servizio di ristorazione
200 persone impiegate nel servizio medico
500 persone nei turni di sicurezza
200 persone impiegati come personale addetto al montaggio
15 elettricisti

Saranno utilizzati un numero importante di contenitori d’acqua (sacchetti) forniti dalla protezione civile da quantificare a seconda delle condizioni meteo

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