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DEUS IN
ITALIA PER TRE DATE: OLTRE LE VENATURE DEL ROCK
DISCOGRAFIA:
• Worst Case Scenario (1994)
• My Sister Is My Clock (Ep, 1995)
• In a Bar Under The Sea (1996)
• The Ideal Crash (1999)
• No More Loud Music: The Singles (anthology, 2001)
• Pocket Revolution (2005)
I
dEUS sono
una formazione originariamente composta da voce/chitarra
Tom Barman,
il bassista
Stef Kamil Carlens,
il violinista
Klaas Janzoons,
Jules De
Borgher
alla batteria e il chitarrista
Rudy Trouvè,
Che Comincia la propria carriera di musicisti come coverband a
Antwerp in Belgio nel 1991.
Presto si dedicano alla propria musica realizzando del materiale
modellato su una nuova irriverente forma libera di stile,
disegnata su influenze che vanno dal jazz al folk al punk al
prog-rock e dipinta su sonorità del passato come quelle di
Captain Beefheart, Frank Zappa, Velvet Underground e da quelle
del presente come Nirvana, Pixies, Sonic Youth, Pj Harvey, Nick
Cave.
Dopo l’uscita di un Ep dal nome "ZEA",
di 4 tracce, i dEUS si dedicano alle esibizioni dal vivo, grazie
alle quali riescono ad avere un contratto con la
Island Records,
il primo
gruppo
belga che riesce a firmare con un’etichetta Major
di livello
internazionale.
E’ solo nel 1994 che esce "Worst
Case Scenario"
e già da questo primo album si può cogliere il loro
personalissimo e spezzo spiazzante sound, con le acclamatissime
"Suds &
Soda” e “Via”.
Il
loro secondo lavoro è un progetto alquanto bizzarro e ambizioso,
un mini-concept album in cui viene narrata una storia
dell’orrore in 13 brevi tracce legate insieme.
Solo l’anno dopo uscirà il secondo Lp “In
a bar under the sea”,
meno convincente del primo e subito dopo Stef Kamil Carlens
abbandona la band per formarne i Moondog Jr; seguito da Trouvè.
"Ideal
Crash" esce
solo nel 1999 e lo stile sembra cambiato. Non è più presente
quella grande commistione di generi, le asprezze si sono placate
e le melodie prendono qualcosa di progressive, ma tuttavia
rimane un album compatto e piacevole.
Grande attesa
dopo 6 anni
per il nuovo disco dal titolo “Pocket
Revolution”
uscito il
12 settembre 2005,
con una formazione quasi completamente rinnovata, eh si quasi
perché rimane il leader
Tom Barman,
che comunque ne è sempre stata l'essenza.
I nuovi arrivi: Stephane Misseghers alla batteria, Mauro
Pawkovski alla chitarra e Alan Gevaert al basso accanto al
vecchio Klaas Janzoons.
Il
cd apre con
i migliori presupposti,
la voce calma e calibrata di Tom si impone su uno sfondo di
violini acidi, a cui si accompagnano momenti che vanno da
leggere distorsioni a
momenti di
esplosioni;
mentre nel secondo brano, più ritmato dal suono del basso, si
può leggere la loro venatura pop, un’evoluzione a cui sembra si
siano lasciati andare negli ultimi lavori. Si passa lungo tutto
l’album da pezzi in cui la prevalenza di distorsioni si alterna
a quella di chitarre più rock come in “If
you don’t get What You want”,
dall’electro-sound di “What
We talk about”
a quello più jazz del singolo “Pocket
Revolution”
e altri brani.
La Dolcezza di “Include
me out” si
contrappone all’amarezza e alla carica emotiva di “Cold
Sun of Circumstance”
e queste componenti si amalgamano bene nello studio equilibrato
dei brani… che però mancano di vera forza e a volte le sonorità
del passato si fanno sentire troppo insistentemente.
Possiamo ritenerci soddisfatti
nel pensare che
qualcosa di nuovo
è possibile,
come lo era stato per loro in passato, ma con punte di
sperimentazioni e qualità a livelli più alti.
Aspettiamo di
vederli dal vivo per scoprire di cosa sono capaci.
CONCERTI:
28 novembre 2005
- Milano Mi
Rolling Stone
27 novembre
2005 - Roma
Rm
Alpheus
26 novembre
2005 -
Rimini Rn
Velvet

Impaginazione di
Marco Masia
Articolo di
Rosy Donniacuo |