Intervista Dicembre 2004 

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.:: Interviste ::.
Dicembre 2004

 

   

Un rock duro e graffiante, comunque a volte melodico, è il sound che caratterizza gli Universi Paralleli, giovani romani con alle spalle innumerevoli esibizioni live, festival e concorsi musicali pronti a farsi conoscere con il loro imperdibile primo album.  
 
 

- Sarò sincero, non posseggo il vostro album , l’ho cercato in città ma nulla, di voi, a parte il singolo “Indelebile” ed il video Io sono qui scaricato dal vostro sito non ho potuto sentire altro… perciò vorrei conoscervi magari prima telefonicamente e poi sentire l’album…un po’ come avviene quando uno legge prima il libro e poi guarda il film…

(Carlo Furini batterista)

- "Gli esordi risalgono ormai al lontano 1997, siamo stati io e Gianluca ad incontrarci e decidere di formare un gruppo per fare della musica propria. Entrambe venivamo da altre esperienze diverse, ci siamo così trovati decidendo di unire le nostre forze per realizzare questo progetto. In seguito abbiamo annoverato nelle nostre file il bassista (Carlo Fantoni) ed una ragazza con un ottima voce (Sara Anghelone), infatti ci interessava una voce femminile, essendo influenzati da Skunk Anansie, Anouk ed altro.
Poi abbiamo incominciato a scrivere dei pezzi nostri fino a quando nel ’99 abbiamo registrato il primo demo con lo stesso produttore che si è occupato di produrre il disco. In seguito c’è stata la voglia di fare qualcosa di più, però la nostra cantante Sara Anghelone per divergenze di obiettivi è andata via, dandoci la possiblità di sostituirla con l’attuale voce del gruppo Roberta Torresi.
In seguito è continuato il progetto del disco e con non poche fatiche siamo arrivati alla realizzazione del singolo, passato nelle radio la scorsa primavera, e successivamente al disco vero e proprio, uscito il 5 novembre".
 
- Durante il vostro cammino avete partecipato a festival o manifestazioni musicali in generale? Quale di queste vi è rimasta nel cuore?
(Carlo Furini batterista)
- "Abbiamo partecipato ad innumerevoli manifestazioni e concorsi, specialmente negli ultimi anni, vincendo il premio della critica al M.E.I. svoltosi a Rimini lo scorso anno, passando per innumerevoli esibizioni live e radiofoniche. Sono state comunque tutte ottime esperienze".
 
- Nel 2003 siete approdati in radio con il singolo “Indelebile” com’è stata questa esperienza, e cosa vi ha portato in termini di visibilità…
(Carlo Furini batterista)
- "Sinceramente c’è stata una risposta inaspettata, molto positiva, sapevamo infatti che il brano fosse il più digeribile a livello radiofonico , però non ci aspettavamo comunque quel calore che poi ci hanno dimostrato, anche perché poi è stato passato in moltissime radio ricevendo numerosi messaggi da parte degli ascoltatori".
 
- Eccovi invece nel 2004 con il nuovo album Back Up, come vorreste descrivercelo? Quali colori, quali paesaggi…
(Roberta Torresi voce)
- "L’album è il primo, e questo vuol dire tanto, in genere i primi album sono quelli che piacciono di più, personalmente trovo sempre qualcosa di affascinante. Lo stile è prettamente rock, scritto ed elaborato in italiano, può essere racchiuso in gran parte nel singolo “Indelebile”, infatti questo contiene i suoni che poi si ritrovano singolarmente all’interno dell’album.
Dirti singolarmente i pezzi non ne sarei capace, generalmente si parla di storie non necessariamente d’amore, ma si racconta comunque della vita di ognuno di noi"
 
- Ti faccio una domanda che probabilmente riterrai abbastanza stupida, ma secondo te potendo scegliere, quale colore daresti all’album?
(Roberta Torresi voce)
- "Io sono molto influenzata dal rosso, che guarda caso poi è il colore che caratterizza la copertina del disco, comunque questo è un colore che mi sento di rappresentare anche con la musica. Non pensare però al rosso Ferrari...".
 
- Conosco un sacco di band italiane che scelgono come mezzo di espressione la lingua inglese, voi fedeli alla vostra madrelingua… non trovate sia un handicap?
(Roberta Torresi voce)
- "Devo dirti che non è proprio la nostra finalità, ma c’è comunque la voglia di portare ascolti per lo più internazionali ed esteri. Considera che le canzoni sono nate per lo più in un inglese “maccheronico” siamo già al lavoro per il secondo disco e questo metodo di lavoro si ripete ancora, i pezzi credo che si potranno tradurre facilmente in un secondo tempo.
(pone la domanda al resto del gruppo… e poi confessa sinceramente) La verità è che io non sarei stata mai capace di cantare in inglese come lo faccio in italiano… non è vero (sorride)… ".
 
- Parlando invece della scena live, come la vivete ed in quale modo vi ponete al pubblico?
(Roberta Torresi voce)
- "La situazione live è del tutto in via di costruzione perché fino ad ora ci siamo esibiti a livello locale nei dintorni di Roma, invece dall’uscita del disco ed il passaggio del videoclip chiaramente si stà preparando una fase live un po’ più impegnativa che per quanto ci riguarda la viviamo sempre nel solito modo perché comunque è l’ambiente fondamentale nel quale ognuno di noi ama esprimersi".
 

Dicembre 2004 
Intervista a cura di Marco Masia
Grafica e impaginazione Marco Masia