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Interviste Big ::.
Agosto 2004
Luca Dirisio, oggi 25enne, a soli 14 anni impara a suonare la chitarra da autodidatta ed inizia ad impegnarsi nel canto e nella composizione, spaziando fra vari stili e repertori grazie alla sua grande versatilità musicale. All’età di 16 anni scrive la prima canzone; consapevole del suo talento naturale a 18 anni decide di lasciare Vasto per trasferirsi a Roma, con l’intento di dedicarsi seriamente alla musica senza tralasciare gli studi universitari.
Luca Dirisio viene subito accolto positivamente nell’ambiente romano e accresce ben presto la sua esperienza esibendosi in diversi locali, tra i quali spiccano spazi “storici” come Il Locale di Roma e il Rolling Stones di Milano. Nel contempo Luca partecipa ad alcuni concorsi musicali, conquistando più volte il primo posto: il più prestigioso è il “Summer Live Festival 2003 ”, organizzato da MTV.
I tentativi di approdare ad un contratto discografico diventano realtà grazie all’incontro con il produttore Giuliano Boursier che crede subito in lui e decide di produrlo per la sua etichetta Sunrise Music Production. Questo sodalizio artistico porta un contratto con la BMG Records .
Cosa dire delle canzoni di Luca Dirisio ? Esplosive, leggere, dirette, intense, aggressive ed energiche ma anche rilassanti e a tratti commoventi, dettate sempre da forti ed autentiche emozioni, di qualunque tipo, suggerite dal cuore e dalla voglia di non arrendersi mai. Proprio come ‘Calma e Sanguefreddo’, il primo singolo in tutte le radio dal 14 Maggio. La versione commerciale del singolo, in uscita il 4 giugno, contiene altre due tracce: la bellissima ballata ‘Per le mie mani‘ e ‘Calma e Sanguefreddo’ in versione strumentale
Noi di Web Music World lo abbiamo intervistato...
1)
Per chi ancora non ti consoce, mi racconti brevemente cos’hai fatto prima di emergere con “Calma e sangue freddo”?
-
"Ho sentito fin da ragazzo che il mio rapporto con la musica era destinato a diventare ben più di una semplice passione. Ho incominciato a suonare la chiatarra a 14 anni da autodidatta e a 16 componevo le mie prime canzoni. Mi sono subito reso conto che riuscivo ad esprimere me stesso, mente e cuore, con le note e le parole. Dopo una breve parentesi sportiva, sono tornato più convinto che mai alla musica, deciso una volta per tutte a farne la mia professione. Così sono arrivato a “Calma e sangue
freddo".
2)
Sei di fronte ad un nuovo mondo che per certi aspetti è difficile ma sicuramente molto appagante in termine di soddisfazioni: cosa ti ha più coinvolto ed emozionato di tutto questo?
-
"Si, è vero, le soddisfazioni ci sono e toccano in profondità, anche perché sono abituato a vivere intensamente ogni esperienza. Mi ha colpito l’impatto con il pubblico ed ho provato una forte emozione pensando che riuscivo a comunicare con tante persone nello stesso momento attraverso la
musica".
3)
Qual è stato il tuo primo approccio con lo studio di registrazione, la casa discografica, il management e più in generale la promozione?
-
"E’ stato un approccio abbastanza facile, perché ne ho trovato la premessa nel rapporto con il mio produttore, Giuliano Boursier (produttore già di artisti come Daniele Stefani e Roberto Angelini), molto serio professionalmente, ma anche dotato di una grande comunicativa e capace di metterti subito a tuo agio. Entrare nel suo studio di registrazione per la prima volta è stato emozionante e tutto quanto è venuto dopo, mi ha coinvolto sempre di più: il contratto con la casa discografica è stato una grande svolta per me… Per quanto riguarda il management, se ne occupa la Sunrise Promotion: un’altra divisione della struttura di Giuliano. Sono quindi come si suol dire, in una botte di ferro. La promozione sta andando bene ed è bello incontrare ogni volta tanta gente dietro le quinte e davanti a me in un giro d’Italia a suon di
musica".
4)
Cos’hai provato ad esibirti davanti ad un pubblico così vasto come quello del Festivalbar a Lignano Sabbiadoro?
-
"Il mio primo Festivalbar a Lignano Sabbiadoro è stato un momento straordinario e me lo ricorderò per tutta la vita. Mi sono trovato in una batteria di grandi big e mi chiedevo se sarei stato all’altezza della situazione. Per fortuna la casa discografica e il mio produttore mi hanno dato la giusta carica e poi ho pensato che quel pubblico enorme era lì per me (…bellissimi) e allora ho dato il meglio, provando una grande gioia ed una soddisfazione quasi indescrivibile, che coronava tanti sforzi e rappresentava la realizzazione di un sogno".
5) Parlami un po’ di “Calma e sangue freddo”.
-
"“Calma e sangue freddo” esprime la mia ricerca d’identità in un mondo che spesso sento estraneo, al punto che la condizione più vera è quella della solitudine, una solitudine consapevole nel cui ambito sono ammessi gli errori, se questi servono a crescere. Per questo ci vuole “Calma e sangue freddo”, soprattutto se si vuole la verità e la sincerità ad ogni costo, anche a rischio di non incontrare l’approvazione degli altri, contando sulle cose semplici della vita e continuando a “correre” sulla strada segnata, evitando ciò che è futile e privo di
valore".
6) Il 54° Festival di Sanremo ha lasciato campo ai giovani emergenti. Cosa ne pensi?
- "Penso che sia un aspetto positivo, perché il festival può essere per un giovane l’occasione giusta per farsi conoscere, purchè abbia alle spalle una buona produzione ed un buon management".
7) Ti piacerebbe partecipare?
-
"Mi affido alla sorte o meglio seguirò le scelte di marketing della mia casa discografica ma soprattutto i consigli del mio produttore e manager".
8)
Qual è l’artista italiano che stimi di più, e perché?
-
"Potrei dire tutti e nessuno, nel senso che non ho un artista preferito, uno che seguo in particolare. Apprezzo la musica italiana, ma dedico la maggior parte del tempo a scrivere la mia musica…".
9)
C’è una fascia di pubblico precisa che vorresti ascoltasse la tua musica?
-
"No, non voglio raggiungere una fascia precisa di pubblico, perché
vorrei che la mia musica arrivasse a tutti".
10) Che consiglio daresti ai cantanti emergenti, per lasciare un “segno” e convincere le grandi major?
-
"Un consiglio semplicissimo: affidarsi ad un bravo produttore, come ho fatto io. E’ l’unico modo per arrivare alle major da parte di un giovane emergente. Ho provato anch’io a presentarmi alle major: ho perfino suonato nei giardini della BMG (la mia attuale casa discografica) perché mi sentissero…
Ma questa non è la modalità giusta, perché il cantante è un cantante e basta e tutti gli altri aspetti vanno curati da chi se ne intende. L’artista deve solo avere un gran talento, in modo che il produttore possa credere nelle sue potenzialità e creare con il giovane emergente un equilibrato connubio basato sulla fiducia reciproca. Un altro elemento importante è la perseveranza: non bisogna mai
abbandonare la via intrapresa, anche nei momenti difficili, continuando a lottare per arrivare là dove si è fissata la meta".
Ringrazio
te e Giuliano per l'infinità disponibilità: auguri per la tua
carriera!!
Un ringraziamento anche ad Annalisa dell'Ufficio Stampa di BMG Ricordi.
Per scrivere a Luca, avere informazioni, partecipare al Fan Club ufficiale,
visitate il sito www.lucadirisio.it
Agosto
2004
Guido Belli