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Interviste Big ::.
Aprile 2004
Probabilmente
il nome non vi dice molto, nessun singolo all'attivo, nessun disco
pubblicato,
ma grande talento ed un curriculum particolarmente
importante. Abbiamo incontrato telefonicamente
per voi Enrico Giaretta sotto il caldo sole primaverile della
capitale.
1)
Ciao Enrico, in questa intervista cercherò di conoscerti meglio, perciò mi piacerebbe indagare sulla tua infanzia e capire quando e com'è scoccata la magica scintilla che ti ha portato poi ad innamorarti della
musica...
- Sinceramente nessuno in famiglia a parte mio nonno si occupava particolarmente di musica, tutto è iniziato naturalmente all'età di 4 anni, quando mio papà vinse una tastiera elettronica, così me ne impossessai e mia madre, notando la mia insistenza e costanza nel suonarla mi iscrisse a scuola di musica poi al conservatorio dove mi diplomai scegliendo il ramo
classico".
2)
Quali sono gli artisti classici che preferisci?
-
"Ovviamente il più grande compositore di tutti i tempi, ovvero Beethoven, può sembrare scontato ma è così".
3) Per
quanto riguarda invece la musica contemporanea, quali artisti prediligi?
-
"Personalmente
amo davvero tutta la musica, purchè sia bella. Non direi “questo”
piuttosto che “quell’altro”, ascolto infatti; Paolo Conte, De
Gregori, ma anche i Beatles piuttosto che gli U2, i Queen, insomma,
preferisco spaziare puntando però sempre sulla qualità".
4) Proseguendo il tuo cammino artistico, cosa avvenne successivamente al diploma?
- "Finita la scuola ho avuto l'immenso piacere di esibirmi dal vivo principalmente per i locali di Roma, già a quei tempi con Olen Cesari, violinista classico vincitore del prestigiosissimo Mozarteum di Salisburgo, con il quale collaboro attualmente ad un nuovo progetto.
Proprio nella capitale, durante una delle mie esibizioni, ebbi la fortuna di suonare di fronte a Franco Califano che mi trovò particolarmente interessante, così nacque un grande feeling tra di noi, tant'è che andammo a vivere sotto lo stesso tetto collaborando artisticamente per otto piacevolissimi anni, durante i quali lo accompagnavo al pianoforte nelle sue esibizioni live in giro per il mondo, ed è stato per mè un vero maestro di vita!".
5) Con
lui hai avuto la fortuna di girare il mondo?
-
"Si,
abbiamo fatto un sacco di concerti in Italia ma anche all’estero perché
lui per un periodo aveva dato una mano a Don
Pierino Gelmini
e la
comunità Incontro, e quindi ci trovavamo a fare dei
concerti in Taylandia, Australia…".
6)
Hai solo
33 anni e leggendo le tue note biografiche noto numerose collaborazioni
artistiche di rilievo, ti ritieni particolarmente fortunato?
-
"Tutto
è successo sempre grazie a Califano, che durante gli otto anni della
nostra collaborazione ha partecipato come ospite ed affiancato tanti
artisti importanti, perciò mi sono trovato per forza di cose a
conoscere e collaborare con grandi artisti, che spesso poi sono rimasti
amici".
7)
Terminata
la collaborazione con Franco Califano siete poi rimasti in buoni
rapporti?
-
"Diciamo
che quando sono andato via da Roma per trasferirmi a Milano, era un
momento difficilissimo per entrambe, soprattutto artistico per lui, e
solitamente quando due persone hanno un momento difficile
contemporaneamente per forza vi è un piccolo scontro… io comunque lo
ricordo con tutto il cuore, del resto sono passati quattro anni da
quando mi sono trasferito a Milano".
8) “In questi
quattro anni hai ideato qualcosa di personale?
-
"Sinceramente
ho iniziato a portare avanti il mio progetto di esprimere non solo in
musica, le mie idee già quando lavoravo con Califano, poi ho continuato
a scrivere con l’idea di riuscire un giorno ad esprimerle vocalmente.
Tutto questo però, tengo a precisare che non è stato un capriccio
personale, ma un esigenza totalmente naturale...".
9)
…e sei
oggi arrivato al punto di racchiudere tutti i tuoi brani in un album?
-
"In
realtà insieme a tutta la band fatta di grandi musicisti ma soprattutto
amici, visto che la maggior parte di loro li conosco da quindici anni,
stò facendo il percorso inverso, abbiamo iniziato a fare prima
questo tour live per radare un po’ anche gli arrangiamenti decidere
bene quali brani inserire in questo disco etc, poi a settembre ci
rinchiuderemo in studio e stamperemo il disco".
10)
Quindi
l’album non uscirà ad Aprile, come annunciato di recente?
-
"L’uscita
per motivi organizzativi è slittata a settembre, ma sarà solo un modo
per riuscire a fare le cose nel miglior modo possibile".
11)
Come hai
affermato in precedenza, state affrontando il cammino al contrario
eseguendo e provando i brani del futuro album prima di pubblicare lo
stesso. Come ha risposto il pubblico a tutto ciò?
-
"Io ho molta paura, in realtà sono stato consigliato da Riccardo Vitanza dell'Ufficio Stampa
Parole & Dintorni, che ormai considero davvero un fratello, e che mi ha detto "Enrico vuoi un consiglio? Parti, comincia esibendoti live in giro per l'Italia e vedrai che poi le cose si mettono bene", e così è stato.
Sono partito con la grande paura di espormi in prima persona, perché fino ad ora mi "nascondevo" suonavo il piano, ora invece mi metto a nudo esponendomi in prima persona con la mia voce e le mie canzoni, e ti assicuro che non è stato assolutamente facile".
12)
Il tour,
partito a Febbraio, toccherà esclusivamente Milano ed hinterland?
-
"No, siamo già stati a Roma, andremo a Napoli, in Sicilia e presto stabiliremo tante altre date live".
13)
L'album si chiamerà sempre "Panamerican"?
-
"Si,
spero proprio di poter confermare tale nome, è un mio desiderio".
14)
Cosa
significa?
-
"E’
una parte di una canzone, secondo me la più importante. Questo è un
brano che parla di voli transoceanici, cita compagnie aeree sia reali
che di fantasia, tra le quali spicca una certa “Panamerican”. La
canzone è molto positiva, allegra, racconta di una situazione
particolarmente felice, dove tutto và per il meglio e di conseguenza si
và verso certi celi, certi voli".
15)
Quali
generi musicali sono compresi in questo album?
-
"Il
genere è abbastanza omogeneo, anche perché la band è d’estrazione
d’autore, molto acustica; contrabbasso, batteria, tromba e via
dicendo, poi però magari c’è un tango perché io sono stato due mesi
in Argentina, poi c’è un valzer, poi alcuni ritmi latini, insomma, da
ogni posto che ho visitato ho preso qualcosa come una spugna".
16)
Le canzoni
quindi raccontano di queste tue esperienze vissute in giro per il mondo
oppure hanno un tema particolare?
-
"Alcune
raccontano di particolari esperienze vissute lungo i miei viaggi, altre
invece raccontano di tutt’altro".
17)
Vuoi parlarci della tua band?
-
"La mia band come già detto è formata più che da musicisti da amici, infatti buona parte di questi li conosco da tantissimi anni. Il trio che ha dato vita al progetto comprende me, Stefano Corrias (batterista) ed Olen Cesari (violinista), a questi si è ora aggiunto Stefano Nunzi (contrabbassista) ed Andrea Toffanelli (tromba) impegnato attualmente nel programma di
Fiorello".
18)
Caro
Enrico, aspettiamo presto l’uscita dell’album per poter
piacevolmente ascoltare la vostra musica, ti lascio le ultime righe per
dire ciò che preferisci a gli utenti di Web Music World
-
"Spero solo di non deludere mai quelli che mi ascoltano e da parte mia posso assicurare la massima sincerità in quello che scrivo".
19)
Ti ringrazio per la disponibilità, spero di risentirti ed ascoltarti dal vivo al più presto!
-
"Grazie
mille a tutti voi!".
Aprile
2004
Marco Masia
Si ringrazia Jessica dell'agenzia Parole e Dintorni