Enrico Giaretta

 

www.enricogiaretta.com

 

Si ringrazia per la collaborazione Valeria Fratta

 

QUATTRO CHIACCHIERE CON ENRICO GIARETTA
Piacevole come parlare con un amico, simpatico, sincero e comunque un artista di grande cultura. Enrico Giaretta ci racconta qualcosa sul suo nuovo lavoro discografico.


Marco Masia: Ciao Enrico, ci eravamo già sentiti nell’aprile dello scorso anno, avevamo parlato di te della tua musica e di un album dal titolo “Panamerican” è poi stato pubblicato?
Enrico Giaretta: In realtà non è mai uscito, ho riscontrato che la crisi del mercato discografico è talmente forte che spesso le case discografiche si tirano indietro, tuttavia ci siamo messi d’impegno aprendo un etichetta indipendente quindi ci autoprodurremo. Fino ad ora abbiamo discorso ottimi consensi.

 

M.M: Tra le mani abbiamo il tuo singolo, “La fabbrica delle nuvole” si parla di un luogo fantastico, dove succedono cose stranissime ma allo stesso tempo normali. Vuoi parlarcene?
S.M: Questo brano è nato mentre mi trovavo in Zimbawe con un collega violinista, e siamo rimasti colpiti dalla straordinaria bellezza delle cascate Victoria Falls, davanti alle quali si formava una nebbiolina magica che si univa alle nuvole di passaggio. Da qui lo spunto per il singolo, nato in solo mezz’ora.

Questa volta ce la faremo, l’album uscirà assolutamente in autunno, prima di natale.
 

M.M:Legato al singolo promozionale, in onda già nelle varie emittenti radiofoniche c’è un video visibile anche sul tuo sito internet, girato a new york, perché una location di questo tipo?
S.M:
Ci trovavamo per lavoro a New York, così abbiamo deciso di girare lì tutto il video, è stata una scelta legata alla tempistica ma comunque di piacevole effetto.
 

M.M: Da un anno a questa parte hai girato diverse località nel mondo, come risponde il pubblico all’estero e c’è uno di questi che ti ha dato maggiori soddisfazioni in termine di gradimento?
S.M:
Abbiamo girato tantissimi posti, seppur non ce lo saremmo mai aspettati devo ammettere che Londra è stato il luogo dove abbiamo riscosso maggior successo.

 

M.M: Di recente ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Giovanni Allevi, che probabilmente conoscerai, anche lui come te gira il mondo proponendo la sua musica ed ha trascorso diverso tempo negli Stati Uniti dove ha composto la sua musica. Lui mi ha parlato dell’America come un luogo dove la gente, i giovani vivono con entusiasmo anche le più piccole manifestazioni artistiche a differenza dell’Italia… ti trovi d’accordo con queste affermazioni?
S.M:
In America probabilmente succedono cose che in Italia non sono abitudinarie, però mi è capitato personalmente di improvvisare una jam chitarra e violino in Piazza Navona ed è successo qualcosa lo stesso.
Bisogna avere coraggio per fare questo tipo di cose in casa propria.

 

M.M: Cosa combinerete ques’estate?
S.M:
Quest’estate poche vacanze, e pochissimi live, in quanto ci rinchiuderemo in studio per registrare l’intero album, per tornare a settembre più operativi che mai.

 

A cura di Marco Masia