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Interviste Big ::.
Dicembre 2004
Edoardo Cerea, artisticamente piacentino, ha scelto di pubblicare il suo primo vero album da autore "Come se fosse normale"... scoprite l'intervista e le curiosità raccontate alla redazione di Web Music World.
1)
Quando hai capito che la musica avrebbe fatto parte della tua vita?
- "Io canto da quando avevo circa 17 anni, il periodo scolastico, quando suonavo all'interno di varie piccole band, sempre cantando in inglese. Intorno ai 25-26 anni ho suonato del blues in alcune cover bands. Per quanto riguarda invece la scrittura è avvenuta un po' casualmente ed abbastanza in ritardo, cosa un po' atipica. Ogni tanto infatti mi capitava di scrivere qualche pezzo, soprattutto la melodia, poi quando ho conosciuto Marco Peroni ci siamo intesi subito, così sono nate le prime canzoni".
2)
Partiamo dalla copertina del cd, se non sbaglio fatta da Fausto Mazza e Stefania Ricci. Ha un significato particolare?
- "Fausto Mazza ha realizzato lo sfondo, il solaio che tu vedi è praticamente quello della sua casa, Stefania Ricci invece ha montato il tutto, fotografando gli animaletti, il quale significato è una metafora. L'ippopotamo cerca di mangare il pesciolino che tuttavia sembra se ne vada quasi non curante del fatto che stà per essere mangiato, una metafora che abbiamo usato un po' su di noi, artisti, convinti della propria musica, non curanti del fatto che siamo comunque circondati da altri musicisti simili e menosimili che possono porci in secondo piano".
3)
Nella prima pagina del libretto c'è un immagine di un uomo che indica un punto lontano del paesaggio… siamo rimasti incuriositi da ciò, vuoi spiegarcene il significato?
- "L'uomo della foto sono io… sei il primo che mi fa queste domande… interessante… comunque l'immagine è stata scelta di getto, senza un particolare significato, l'unica scelta è stata quella di non voler mettere il mio viso in primo piano, come spesso accade, tutto qui, in quella foto ci troviamo all'esterno dello studio, situato in campagna e, sinceramente non ricordo neppure cosa indicavo…".
4)
In redazione, si commentava l'album, tirate le somme si è parlato di un cd quasi cantautoriale, comunque rockeggiante comunque qualcosa di originale. Come lo definiresti te?
-
"Quando abbiamo finito di realizzare il cd, una delle preoccupazioni principali era "chissà se fuori verrà capito ciò che vogliamo dire" effettivamente sembra che il concetto sia arrivato, abbiamo cercato un linguaggio lontano dagli stereotipi americani, del tipico rock da strada, la birra come segno di trasgressione, seppur siamo cresciuti con queste cose, ci siamo accorti che calate nel nostro quotidiano non è che stessero proprio bene, così abbiamo deciso di fare del rock, però con influenze cantaoutoriali di Marco Peroni".".
5) L'album è uscito il 19 novembre scorso, com'è stata la risposta del pubblico?
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"Ancora credo sia presto, stiamo curando la promozione che durerà per tutto gennaio, comunque l'album stà girando già in diverse emittenti radiofoniche locali e regionali, da quanto ci riportano le radio stesse, i brani piacciono, e ne siamo assolutamente entusiasti".
6) Parliamo della musica italiana, o meglio della lingua italiana, pregi e difetti di questo linguaggio
- "Ormai credo proprio che oggi la lingua italiana sia lo strumento migliore e forse, proprio perché meno preferito a la lingua inglese, un linguaggio che possiede ancora diverse strade da testare. L'importante è non farsi troppi problemi, non avere paura di provare nuove strade, prendi l'esempio di Carmen Consoli, appena uscita mi parve una cosa stranissima e molto faticosa da comprendere, però col passare del tempo il suo modo di fare musica si è integrato pienamente".
7) Che musica ascolti e quale artista prediligi nel panorama musicale italiano?
-
"Come basi mi sono formato con; Bob Dylan, Sprengsteen, Rem, U2 etc… diciamo che attualmente mi piacciono molto i Radiohead, Coldplay, in Italia gli Afterhours, qualcosa di Cristina Donà, Carmen Consoli…".
8)
uanto è conveniente produrre un cd con i tempi che corrono?
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"Noi siamo stati un po' dei pazzi, nel senso che abbiamo deciso di autoprodurlo perché intendevamo di farlo di testa nostra, tutta via è piaciuto alla BMG, che ha preso le edizioni e da gennaio ci aiuterà probabilmente a fare un video e cercare un etichetta per poterlo distribuire meglio".".
9)
Pensi mai al festival di sanremo?
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"Dal festival attendiamo una risposta, credo, come del resto dicono tutti, sia un occasione che bisognerebbe tentare, anche se alla fine si possono trovare mille critiche sulla manifestazione.
Personalmente mi capita di seguirlo ogni tanto, soprattutto per curiosità verso le nuove proposte, a parte l'ultima edizione, non proprio bella, ricordo un bel sanremo con gli Elio e le storie tese, Carmen Consoli niente male".
Dicembre
2004
Intervista a cura di Marco
Masia
Si ringrazia Valentina Facchinetti - Ufficio Stampa