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Interviste

CECILIA CHAILLY
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CECILIA CHAILLY
ESCE DOMANI IL SUO NUOVO ALBUM “ALONE”


Esce domani, venerdì 29 settembre, “Alone” il nuovo album di Cecilia Chailly (su etichetta Emi Classics Italy) poliedrica artista del panorama musicale italiano. Cecilia infatti non è solo una celebre arpista , ma una musicista a 360°: in questo nuovo lavoro suona l’arpa, il violino, le percussioni, gli strumenti etnici e, naturalmente, canta.

Cecilia Chailly è, inoltre, la prima artista firmata da EMi Classics Italy dopo Maria Callas. “Alone” è disponibile anche in digitale: dal 22 settembre è in esclusiva su iTunes.

“Alone, che per me non significa essere da soli ma in compagnia di sé stessi, con i propri pensieri, nel proprio mondo, fuori dal mondo”. “– così Cecilia Chailly commenta il suo nuovo disco.


“ALONE” suonato e registrato da Cecilia Chailly in casa con vari strumenti acustici, rappresenta il ritorno alle origini classiche, al crossover e al polistrumentismo. Diciassette brani introdotti da voci di famiglia del passato, fra struggenti canzoni dedicate alla memoria di suo padre.

Unica partecipazione all’album, l’amico e compositore Ludovico Einaudi che, oltre ad affiancare Cecilia nel progetto, ha registrato con lei, sul pianoforte del padre Luciano Chailly, il brano Living Room.

Cecilia Chailly è nata e vive a Milano. A diciassette anni è prima arpa della Scala di Milano; intraprende un'intensa attività concertistica e collabora, fra gli altri, con il gruppo dei Neoromantici e con John Cage.

Nel 1997 esce l'album "ANIMA" (CGD East-West), con il quale vince il premio De Sica '97 per la musica. Nel 1998 pubblica anche il romanzo "Era dell'amore" (Bompiani), con il quale vince i premi Pisa e Calabria Opera prima 1998, Rapallo e Procida Elsa Morante Opera prima 1999. Nel 2002 esce l’album “AMA” (Sony Columbia), del quale è produttrice, autrice di musica, testi, arrangiamenti e orchestrazioni.

Nel 2006 affianca Ron al Festival di Sanremo nel brano "L'uomo delle stelle".

 
SCHEDA ALBUM "ALONE"

Concepito nelle valli del Trentino, Alone è stato registrato da Cecilia in casa, da sola, nei momenti d’ispirazione, di giorno, di notte, in montagna, in città.
Gli stati d’animo, captati nell’intimità, esplorano il mondo degli affetti, dell’istinto e dell’ emozione, tra i frammenti di ricordi, viaggi, momenti vissuti in famiglia o altrove, che trasformano il momento presente in evocazione.
L’arpa acustica, il violino di Luciano, il padre di Cecilia al quale è dedicato l’album, le percussioni indiane, argentine, caraibiche, l’ocarina sarda, i flauti irlandesi, creano un humus di atmosfere rarefatte, da cui emerge la purezza della voce di Cecilia, la cui caratteristica è la naturalezza del timbro espressivo.
Le introduzioni ai brani di Cecilia da piccola che dialoga, canta e suona con la sua famiglia, tratte da registrazioni effettuate da Luciano nel passato, accompagnano come un narratore il filo emozionale dell’album, evocando l’infanzia e la tenerezza di quei momenti familiari perduti nel tempo.

Alone può essere inteso in italiano, come una serie di cerchi luminosi di cui sembrano talvolta circondati la luna e il sole e la fiamma, o in inglese, come solitudine. Entrambi i significati si adattano al mondo musicale teso ad esprimere quei momenti di contatto con se stessi, intimi e talvolta struggenti.

Il “diatonismo modale” in Alone esalta l’istintualità del gesto musicale, nel linguaggio essenziale fatto di poche linee sovrapposte e interpretate con l’ emozione vissuta in diretta, come un’ onda del mare.
Gli assolo improvvisati sul violino del padre, caricati di forza espressiva più che virtuosistica, si alternano a poche note suonate sul vecchio pianoforte di montagna, fra sussurri dell’ armonica a bocca, la stessa con la quale Cecilia duettava con lui all’età di quattro anni, come si può sentire nel brano Four Years Old.

I suoni d’ambiente come le campane, gli uccellini, i rumori esterni o i movimenti del cane in sottofondo testimoniano la spontaneità del clima e dei brani, colti al loro nascere e tesi ad esprimere un passaggio emotivo profondo, come il ricordo di un grande affetto perduto.
Unica partecipazione all’album, l’amico e compositore Ludovico Einaudi che, oltre ad affiancarla nel progetto, ha registrato con lei, sul pianoforte di Luciano, il brano Living Room.

Il finale a sorpresa, il Dies Irae, tratto dal canto liturgico, rappresenta una versione “al femminile” del testo sacro; un coraggioso finale dalla ritmica ardita e ostinata, che lascia un alone di grande energia e positività.

Tracce anche pop, blues nell’album prevalentemente crossover, che Sting ha così commentato, ascoltandone alcune canzoni in anteprima:
“Your beautiful songs, they are very touching”.
 
Cecilia Chailly Biografia

Cecilia Chailly è nata e vive a Milano. A diciassette anni è prima arpa della Scala di Milano; intraprende un'intensa attività concertistica e collabora, fra gli altri, con il gruppo dei Neoromantici, con importanti gruppi di musica da camera e con John Cage. Si dedica, inoltre, ad una ricerca che l'avvicina agli altri generi musicali, diventando la pioniera dell'arpa elettrica.
Collabora, fra gli altri, con Mina (Ridi pagliaccio PDU 1988), Ludovico Einaudi (Stanze BMG - Ricordi 1992), Fabrizio De Andrè (Anime salve Bmg 1996), Andrea Bocelli (Sogno Sugar 1999), Teresa De Sio, Giorgio Conte, Lucio Dalla, Cristiano De André, Giorgio Faletti, Planet Funk (The Illogical Consequence - EMI 2005), Ron (Ma quando dici amore - Sony BMG 2006).

Sensibile ai mutamenti generazionali e alle filosofie orientali, inizia a comporre e a suonare la sua musica; nel 1997 esce l'album "ANIMA" (CGD East-West), con il quale vince il premio De Sica '97 per la musica. Nel 1998 pubblica anche il romanzo "Era dell'amore" (Bompiani), con il quale vince i premi Pisa e Calabria Opera prima 1998, Rapallo e Procida Elsa Morante Opera prima 1999.
Alcuni suoi brani diventano colonna sonora del film “Nonhosonno” di Dario Argento e “Mai più come prima” di Giacomo Campiotti.

Suona a Milano per il Dalai Lama; nel 2000 partecipa al concerto in memoria di Fabrizio De André al Teatro Carlo Felice di Genova interpretando “Inverno” (Faber amico fragile, Bmg).
Nel 2002 esce l’album “AMA” (Sony Columbia), del quale è produttrice, autrice di musica, testi, arrangiamenti e orchestrazioni; è il debutto nel pop, fra canzoni e suoni sperimentali sull'arpa elettrica, attraverso il blues, la techno, la trance e la world music. Suona come unica artista italiana al Jazz Festival di Montreux e nel 2003 suona in Vaticano per il Papa.
Durante il Carnevale 2004 a Venezia ha tenuto un concerto con le Lesharpes al Palafenice.
Nel 2006 affianca Ron al Festival di Sanremo nel brano "L'uomo delle stelle".

Il 29 settembre 2006 esce il suo nuovo cd, “ALONE” (Emi Classics); suonato e registrato da lei in casa con vari strumenti acustici, rappresenta il ritorno alle origini classiche, al crossover e al polistrumentismo. Diciassette brani introdotti da voci di famiglia del passato, fra struggenti canzoni dedicate alla memoria di suo padre che il cantante Sting ha definito “Your beautiful songs very touching”. Unica partecipazione esterna, Ludovico Einaudi al pianoforte nel brano Living Room.

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Intervista di Rita Nurra
Impaginazione di Marco Masia

Si ringrazia Federica Moretti