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Interviste

CAPSICUM TREE
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E' USCITO L’ALBUM D’ESORDIO “ETERNAL LIFE”


E' uscito il 29 settembre, “Eternal Life”, l’album d’esordio dei Capsicum Tree (per l’etichetta laSerra, il progetto discografico della Carosello Records, nato per dare ai giovani talenti un’effettiva opportunità per emergere) al prezzo speciale di 14,90 euro.

Sempre lo stesso giorno in rotazione nelle emittenti radiofoniche il primo singolo, “The captain of her heart”, estratto dall’album.

I Capsicum Tree presenteranno per la prima volta “Eternal Life” in uno show-case il 23 ottobre a Milano alla Salumeria della Musica (ore 21.00).

Capsicum Tree (letteralmente, albero del peperoncino) è un ambizioso progetto che nasce dalle raffinate intuizioni musicali e artistiche di Phil Mer (batteria), Chris Pescosta (voce e tastiere) e Valerio De Paola (chitarre) e i componenti del gruppo. Grazie alla fiducia e all'appoggio che Red Canzian, produttore della band, ha concesso loro, i Capsicum Tree hanno potuto lavorare senza pressioni, in un clima ideale per sperimentare e comporre dando libero sfogo alla propria creatività e al proprio talento.

“Eternal Life” è composto da 11 brani, 3 inediti e 8 cover di grandi successi degli anni ’70 e ’80, completamente rivisitati e stravolti, dal punto di vista armonico e ritmico.

Per questo debutto sulla scena musicale i Capsicum Tree hanno deciso di avvalersi della collaborazione di alcuni dei più importanti musicisti italiani. Hanno suonato insieme a loro, infatti, e collaborato alla realizzazione del disco, tra gli altri, Stefano Di Battista, Red Canzian, Dodi Battaglia e Saturnino..

Il nome della band riprende il primo gruppo di Red Canzian (Capsicum Red). “Quando ci siamo trovati a cercare il nome della Band (loro non avevano un nome, o meglio, a seconda dei locali in cui suonavano, jazz, funk o rock, decidevano il nome!)” – racconta Red Canzian – “ho suggerito un nome che mi aveva accompagnato nei primi passi del mio lavoro, Capsicum, ma senza il “Red”.Mi piace credere che il peperoncino sia cresciuto in questi anni e allora abbiamo deciso per Capsicum Tree, l’albero del peperoncino.

I sogni non dovrebbero mai morire e per me è davvero emozionante veder tornare in vita, 35 anni dopo e con dei ragazzi nuovi, il mio progetto, il mio primo sogno, che è stato l’inizio di tutta la mia storia musicale”.

Questa la track-list di “Eternal Life”: Smooth operator, Eleanor Rigby, Calling you (featuring Red Canzian), Wicked game, Broken wings (featuring Dodi Battaglia), Drive (featuring Stefano Di Battista), I’m not in love, The captain of her heart, I don’t give away (inedito, featuring Chiara), The neamess of the sun (inedito, featuring Saturnino), Eternal Life (inedito).

 
SCHEDA ALBUM
CAPSICUM TREE ”Eternal life” SOGNO”

Capsicum Tree è un ambizioso progetto che nasce dalle raffinate intuizioni musicali e artistiche di Chris Pescosta, Valerio De Paola e Phil Mer, i componenti del gruppo.
Grazie alla fiducia e all'appoggio che Red Canzian, produttore della band, ha concesso loro, i Capsicum Tree hanno potuto lavorare senza pressioni, in un clima ideale per sperimentare e comporre dando libero sfogo alla propria creatività e al proprio talento.
Il risultato di questo lavoro è "Eternal Life", il primo album che sarà in tutti i negozi a partire dal 29 settembre.

Chris Pescosta è il cantante e tastierista del gruppo. Per Chris i Capsicum Tree rappresentano un fiore nel deserto: “Rara è la possibilità di lavorare ad un progetto raffinato e graffiante al tempo stesso, non perdendo e non dovendo rinunciare al nostro modo di suonare e di sentire la musica. Con Phil mi trovo bene da sempre, è un musicista completo e sensibilissimo, da lui ho imparato molto, un personaggio straordinario! Valerio mi ha colpito per la sua raffinatezza unita all’incredibile intenzione ritmica, un vero talento!”

Valerio De Paola è chitarrista ed arrangiatore, ecco cosa pensa del progetto: “Con i Capsicum Tree si concretizzano tante delle aspirazioni che ho covato fin da giovane. Sono molto grato a Red per averci permesso di lavorare in maniera rilassata, badando più alla qualità che alla velocità di produzione, senza quelle ingerenze fastidiose per il fluire del talento e della creatività; un clima di lavoro questo che tanti artisti non sperimentano neanche dopo numerosi dischi e successi. Sono davvero onorato di fare parte di un progetto musicale con Phil: un musicista così talentuoso e dotato in maniera diffusa, radiale come un sole che diffonde la luce in tutte le direzioni. È, inoltre, un poeta dalle mille risorse, giuocoliere delle parole. Dalla prima volta che ho conosciuto Chris, ho pensato che fosse un incredibile animale da palcoscenico; uno showman dotato di grazia, energia e forza bruta. È, inoltre, un grande business man: riuscirebbe a fare cambiare idea al conclave dopo una fumata bianca!”

Phil Mer è batterista e arrangiatore, la mente musicale del gruppo. Il disco dei Capsicum Tree, il primo progetto importante in cui è coinvolto in prima fila, gli dà l’opportunità di esprimere, oltre a quella di batterista, anche la propria personalità di arrangiatore, caratterizzata da un gusto per armonie inconsuete e raffinate. “Lavorare a questo disco è stata un’enorme opportunità per cercare di fare buona musica in grande libertà, senza la mortificazione di dover seguire convenzioni commerciali o scendere a patti con la nostra identità di musicisti aperti a 360 gradi. La batteria ha un peso importante in questo disco, ma ogni nota è stata suonata al servizio dell’arrangiamento, dosando con molta cura dinamiche e colori. Suono con Chris da una vita; una foto testimonia che era presente al mio primo compleanno. Chris è stato un riferimento importante nella mia crescita ed evoluzione musicale, soprattutto negli anni della mia formazione. Valerio è un talento poliedrico, riesce bene in ogni cosa che fa, dalla danza al matrimonio, farà strada per forza!”

Il disco “Eternal Life” racchiude otto cover di brani famosissimi degli anni ‘70 e ’80, totalmente rivisitati e stravolti dal punto di vista ritmico e armonico, e tre brani inediti.

Chris: “L’idea di realizzare un album prevalentemente di cover nasce dal desiderio di proporre un prodotto musicalmente ardito e raffinato che allo stesso tempo non risulti però strano o difficile, perché i brani da cui partiamo sono molto noti e arrivano subito alla gente. Le cover non sono state scelte a caso: sono i successi che hanno accompagnato la nostra crescita musicale, pietre miliari della musica pop con cui sentivamo di confrontarci, con rispetto ma anche con la voglia di cucire loro addosso una veste nuova.”

Phil: “Il disco ha richiesto un lungo periodo di preproduzione: una volta scelti i pezzi da realizzare, ci siamo barricati in sala prove per trovare un modo originale e soprattutto personale di riarrangiare i brani, adattandoli al timbro soul di Chris e arricchendoli di tutte le nostre contaminazioni rock e jazz. Una volta che i nostri provini erano convincenti siamo entrati in sala di registrazione avvalendoci dei migliori musicisti e tecnici del suono che conoscevamo, il tutto sotto la sapiente supervisione di Red, presente in tutte le fasi della lavorazione, dalla microfonatura della batteria alla realizzazione della copertina del disco.”

Valerio: “Abbiamo deciso di chiudere l’album con tre pezzi nostri, scelti tra tanto materiale inedito; sono estremamente eterogenei ma rappresentano alla perfezione la varietà del nostro sound e delle nostre influenze. Mi piace presentarli come un assaggio di ciò che i Capsicum Tree potranno riservare in futuro ai loro ascoltatori!”

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Tracklist con il commento dei Capsicum Tree
Le 8 cover:

Smooth operator:
Phil:”Il disco parte con il brano da cui è partita l’avventura dei Capsicum Tree circa due anni fa il nostro produttore, Red Canzian, ci sentì eseguire dal vivo la nostra versione del pezzo di Sade e ci propose di inciderlo. Il brano originale, piuttosto soft, è stato velocizzato e trasformato in una fusione di funk e jungle con una lunga coda improvvisata ed un groove di batteria trascinante. Al basso abbiamo chiamato il nostro bassista storico, Roby J. Zecchinelli, che suonava con noi la sera che Red è venuto ad ascoltarci.”

Eleanor Rigby:
Valerio: “Misurarsi con un capolavoro della più grande band della storia, i Beatles, è stata una bella sfida; Eleanor Rigby si prestava ad una rivisitazione perché McCartney aveva concepito un arrangiamento in cui solo gli archi costituissero la base ritmica portante. Inizialmente pensavamo di aggiungere semplicemente i nostri strumenti agli archi della versione originale, risuonati dall’abile quartetto di Luca Campione, ma poi Phil se n’è uscito al pianoforte con un riarrangiamento armonico che si sviluppa in una struttura nuova. Il tutto è supportato da una ritmica molto black e da un feeling jazz che sfocia in un bel solo di piano di Chris.”

Calling you:
Chris: “Questo brano celeberrimo, tratto dalla colonna sonora del film Bagdad Cafè, si caratterizza nell’originale per l’interpretazione struggente di Jevetta Steel e per il sapore malinconico dell’armonia. Grazie all’intenzione ritmica R&B, al rap e alla rivisitazione armonica di Phil il brano è diventato solare, positivo e ballabile. Nel nostro arrangiamento c’è inoltre una commistione curiosa di strumenti elettrici e acustici: i loop di batteria, i sequencer elettronici incontrano le chitarre acustiche di Valerio ed il contrabbasso di Federico Malaman. La ciliegina sulla torta è il solo di basso fretless regalatoci da Red Canzian, un suono inconfondibile che caratterizza molti successi dei Pooh.”

Wicked game:
Phil: “Lo spunto per la rivisitazione di questo brano sensualissimo di Chris Isaak, che i più ricorderanno per il video sulla spiaggia con Helena Christensen, viene dal mio amore per la musica di Sting. Da un punto di vista armonico ho mantenuto, pur elaborandolo in certi punti, il sapore raffinato dell’originale ma ritmicamente ho proposto ai miei colleghi, inizialmente un po’ scettici, un tempo in 5/4, su cui però la melodia vocale si adatta senza forzature. Sono particolarmente orgoglioso dell’intro del brano, molto epico, sarà una goduria suonarlo dal vivo!”

Broken wings:
Valerio: “Broken Wings è un brano manifesto degli anni ’80, composto dai Mr.Mister. Nella nostra versione emerge tutto il mio amore per il rock; in effetti è il pezzo più duro dell’album in cui non manca un’influenza orientale nella scelta di alcuni suoni. S’impone sin dal primo ascolto l’energica linea di basso di Roberto Gallinelli, uno dei più grandi bassisti italiani, ma il momento più intenso del pezzo è sicuramente l’assolo di chitarra mozzafiato che ci ha regalato Dodi Battaglia, che qui sfoggia un’intenzione rock e un virtuosismo che è raro trovare perfino nel suo lungo percorso chitarristico con i Pooh.”

Drive:
Phil: “Questo pezzo dei Cars è uno dei più magici degli anni ’80; abbiamo voluto preservare tutta questa magia nel nostro riadattamento: lo abbiamo ulteriormente rallentato e ammorbidito, avvolgendolo in un tappeto di archi e suoni delicati. Abbiamo lasciato un lungo momento strumentale nel mezzo su cui avrebbe inciso un assolo di sax soprano l’immenso Stefano Di Battista; Stefano non si è limitato a suonare in questo punto della canzone ma l’ha arricchita con tanti piccoli interventi sparsi dialogando con la voce e persino con la batteria.”

I’m not in love:
Valerio: “I’m not in love è un brano insolito nella storia della musica pop perchè si rende riconoscibile non tanto per la melodia ma per il trattamento delle voci, davvero rivoluzionario per l’epoca (1975). Nel nostro riarrangiamento ho voluto mantenere la centralità delle voci e, da grande fan dei Take 6, ho scritto una serie di contrappunti corali alla voce principale sulle strofe, contraddistinte da una ritmica minimalista (Phil ha suonato addirittura senza charleston in alcuni punti). Questo è il pezzo preferito di Chris perché è quello che più si avvicina alle sue radici funk/new soul. Un momento molto cool è il dialogo serrato tra le trombe di Christian Stanchina e il basso di Federico Malaman, vero virtuoso dello strumento.”

The captain of her hearth:
Chris: “Il merito di questa versione latineggiante del pezzo più celebre del duo svizzero Double è del nostro co-arrangiatore, tastierista, guru dell’elettronica, Danilo Ballo. L’originale ci piaceva molto e Red aveva lanciato l’idea di renderlo ritmato e ballabile ma senza Danilo probabilmente non ne saremmo venuti a capo. Il brano è il più allegro e divertente dell’album, estivo e ballabile, molto suonato con un gran solo di chitarra di Valerio; incidere i cori e le percussioni in studio è stata una festa totale…sarà uno spasso coinvolgere la gente a cantarlo dal vivo!”

I 3 inediti:

I don’t give away:
Chris: “Questo è un brano intenso e raffinato scritto a quattro mani con Phil nel salotto di casa mia in montagna. Phil ha creato la struttura armonica con la chitarra acustica e io ci ho ricamato sopra la melodia, concependo in un secondo momento il testo che ha qualcosa di autobiografico. In sala d’incisione è nata l’idea di far cantare la seconda parte in italiano a Chiara Canzian, che ci stava aiutando a fare i cori nel disco e che si era innamorata del pezzo dalla prima volta che l’aveva sentito.”

The nearness of the sun:
Phil: “Considero questo pezzo il capolavoro di Valerio. La prima volta che ce l’ha fatto sentire siamo rimasti sconvolti, aveva fatto tutto da solo: musica, testo, chitarre, tastiere, canto, registrazione. Abbiamo solo dovuto aggiungere alcuni ingredienti e farlo ricantare a Chris ma era praticamente già finito. Per generare tutte le sonorità ritmiche di cui questo brano necessita ho utilizzato 4 set differenti di batteria, dislocati in punti diversi della sala di registrazione. Al basso c’è un ospite speciale, Saturnino, mitico bassista di Jovanotti, con cui abbiamo trascorso in studio una giornata indimenticabile.”

Eternal life:
Valerio: “Venendo dall’ascolto di un disco carico di suoni, questa ultima traccia si presenta come qualcosa di inaspettato: è un pezzo suonato in punta di piedi, con un testo mistico, realizzato unicamente con voce e piano acustico. Il brano nasce dalla collaborazione tra Chris e Michele Bonivento, caro amico dei Capsicum e grande tastierista dalle radici gospel, ed ha avuto un percorso insolito: nato come ghost track ha finito col dare il nome all’intero disco.”

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Intervista di Rita Nurra
Impaginazione di Marco Masia

Si ringrazia Elena Tosi

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