|
.::
Interviste Big ::.
Ottobre 2003
Abbiamo
contattato Caparezza che dal suo studio di Molfetta si è
piacevolmente concesso alle nostre domande.
)
Caparezza,
un artista “disoccupato con l’alibi dell’arte” così ti piace
definirti, non credi che fare il cantante possa essere un vero mestiere?
- Si,
ma mio padre è stato operaio, ed io ho un'idea molto più difficile
della parola "mestiere", sarò disoccupato a vita, se tutto va
bene". 2)
Nato
a Molfetta successivamente trasferito a Milano eccoti nuovamente nel tuo
paese d’origine, solitamente gran parte degli artisti preferiscono
rimanere nella seconda capitale d’Italia, dove hanno sede le più grandi
case discografiche…
-
"Se
riesco ad ottenere dei risultati rimanendo nella mia terra tutto diventa
ancor più stimolante.I meridionali come me hanno la migrazione nel DNA,
ma non sono mai andati via col sorriso sulle labbra, siamo stati
costretti, anche se "qualcuno" vuole farci passare come
opportunisti...".
3) Sappiamo
che possiedi uno studio arredato in stile tipicamente anni 70 e 80, e che
collezzioni qualcosa di molto particolare, o forse infantile…
-
"Mi
circondo di roba che ricorda la mia infanzia... alimentare i miei ricordi
sta diventando mania. Mi serve per allenare la fantasia o per sopportare
il peso degli anni. Ti ricordo che ho appena compiuto 29 anni e 12 mesi...".
4) Ritieni
di essere un "eterno bambino"?
-
"Purtroppo
no, sono troppo malizioso".
5) Hai
partecipato nel 1997 al Festival di Sanremo con “E la notte se ne va”
esperienza da cancellare o viceversa?
-
"Esperienza. Fa parte di un percorso. Vedi, io sono il frutto
delle mie esperienze, se non avessi conosciuto lo schifo della musica non
avrei questa gran voglia di evitarlo".
6)
Nel
2000 sei ritornato con un nuovo album, riscuotendo un discreto successo
con il pezzo “Tutto ciò che c’è” ti va di analizzare la frase
“renderò possibile l’impossibile fino a rendere possibile la realtà”
presa proprio da questo singolo?
-
"Mi sembrava impossibile ripartire da zero, con un nuovo nome e
della musica personale. Ma nella fantasia tutto è possibile...". 7)
Parliamo
invece del tuo nuovo lavoro “Verità supposte” uscito nel giugno
scorso, ha questo un filo conduttore? Qual è?
-
"pe
Il filo conduttore è la verità, che non si capisce più dove sia finita.
Mi piacerebbe molto tornare ad una base oggettiva su cui discutere e non
cadere nella trappola del bipolarismo sociale dove tutto è soggettivo e
non si riesce nemmeno ad esprimere delle opinioni. Insomma, finchè si
parla di gusti, sono pronto ad esprimere delle opinioni. Insomma, finchè
si parla di gusti, sono pronto ad accettare tutto questo, ma quando si
affrontano temi importanti... Quanta gente crepa per le paranoie
soggettive di singoli individui? E' difficile questa mia ricerca perchè
nemmeno io ho la verità in tasca. Ce l'ho da un altra parte...".
8) “Il
secondo secondo me” è il pezzo scelto per pubblicizzare l’album,
rispecchia la realtà? Il secondo album è sempre il più difficile?
-
"Il secondo secondo me" è un frammento dell'album,
anche se viene considerato un singolo non basta a rappresentare l'intero
lavoro. Anche perchè, io non ho mai pensato alla creazione di un
singolo... Il pezzo è una parata di frasi retoriche che rappresentano la
sconfitta della retorica, e l'inciso mi serviva per esortizzare la nascita
di questo lavoro, che sicuramente è stato più difficile del primo ma che
potrebbe essere più semplice del terzo...".
9)
Mi
ha incuriosito molto il tuo nuovo video, toglimi una curiosità, ma chi è
quella bambina con le codine che ti critica muovendo la manina? E’
troppo forte!
-
"Eh eh... ultimamente stiamo riempiendo i miei video di
comparse con le quali interagisco, direi che quella bambina assomiglia
alla mia coscienza...".
10)
Girovagando
sul tuo sito internet ho scoperto che non ami avere tanti fans, ma
preferisci definirli “simpatizzanti”, perché?
-
"Perchè
fan è diminutivo di fanatico. Basta la parola. Se domani volessi fare un
album strumentale dove dico soltanto: "Erisimo
a palla per tutti!"
i fan mi manderebbero affan...
I
simpatizzanti sorriderebbero..." 11)
Credi
che la vita oggi sia troppo “classificata”? Credi che si badi troppo
al giudizio che hanno gli altri su di noi?
-
"Certo.
E' un dato di fatto, i reality show sono nati studiando questa tendenza...". 12)
Tutto
ciò credi che influenzi anche la musica in generale?
-
"Si.
Ma non è un problema. Quando i cantanti moriranno, tutti ne parleranno
bene". 13)
Qual
è il sogno che desidereresti si realizzasse? (nella vita artistica o in
quella privata)
-
"Mi
piacerebbe fare il produttore, artisticamente. Anche nella vita privata...
mi pare sia arrivato il momendo fi "produrre"...". 14)
Potremmo
sentirti live in giro per l'Italia?
-
"Sono
in tour, almeno fino a fine Gennaio, trovate le date sul sito www.caparezza.it". 15)
Ciao
Capa, a presto!
-
"Ciao
a tutti, pizza e amore!".
Ottobre
2003
Marco Masia
|
.::
SPECIALE ::. |
|
La
redazione di Web Music World è andata sul sito di Caparezza
un ottimo sito, abbastanza completo:discografia, live, press,
download di alcuni video, forum, e molto altro, manca solo la chat.
Entrando nel forum, notiamo che i suoi "simpatizzanti"
sono un po stravaganti, proprio come lui!.
www.caparezza.it |
|