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Andrea
Sisti |
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Si
ringrazia per la collaborazione Valentina Facchinetti |
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ANDREA SISTI, L'ARTE DI FARE MUSICA
Andrea Sisti ha
ricevuto il 22 luglio, nell’ambito della decima edizione del
Premio Lunezia, la “menzione speciale” per il valor
musical-letterario dell’album “Dietro le quinte”, uscito il 21
gennaio per l’etichetta Aliante di Gianluca Di Furia.
Marco Masia:
Ciao Andrea, ci siamo già sentiti in passato, nel febbraio
scorso, abbiamo parlato del tuo album “dietro le quinte” eccoci
qua a riparlarne per un occasione non di poco conto. “Menzione
Speciale” al premio LUNEZIA. Vuoi parlamene?
Andrea Sisti: La motivazione, accolta con la mia piena
felicità, è data dalla composizione del disco e del suo valore
poetico letterario, scelto forse anche perché al suo interno c’è
“Un paese vuol dire non essere soli” brano il cui testo è stato
ricamato da Mario Pogliotti su testo di Cesare Pavese dal
romanzo “La luna e i falò” ma anche perché contiene la firma di
Furio Scarpelli nel brano “Fotogramma”.
Altro motivo di grande gioia è stato il grande apprezzamento
verso la title track dell’album “Dietro le quinte”, dedicata a
mio padre.
M.M:
Il Premio Lunezia affianca la musica d’autore alla letteratura
ed all’arte, credi che attualmente viviamo in un periodo di
riscoperta e maggiore interessamento anche da parte dei mass
media verso questo genere di manifestazioni e di espressioni
artistiche o comunque si pensa soltanto magari all’Heineken
jammin Festival, Cornetto Free Music e tutti gli altri eventi
commerciali?
A.S: Credo che il nostro paese si trovi nel maggior
periodo di decadentismo della storia mondiale, con questo disco
cerco di andare contro corrente portando un messaggio. La mia è
una battaglia personale sicuramente seguita da letterati molto
più importanti nel mondo, anche a livello musicale. Sicuramentei
media e la televisione cercano di abbassare il livello culturale
della comunicazione. Credo ci debba essere anche il rovescio
della medaglia, cioè qualcuno che nel suo piccolo cerchi di
portare anche un po’ di cultura.
M.M:
Il tuo album è uscito nel febbraio scorso. Dopo 6 mesi puoi dire
di aver ricevuto un buon riscontro da parte degli ascoltatori?
A.S: Sinceramente voi tutti siete stati meravigliosi, tutte
le recensioni rivolte al mio disco sono state straordinarie,
sopra ogni aspettativa. C’è stato un plebiscito di giudizi
estremamente positivi anche se non abbiamo venduto tantissime
copie, credo però che il mio sia un disco da ricercare, senza
peccare di vanità direi quasi da amatore. Oscar Wild diceva “ho
il terrore di non essere frainteso” perché se tutti capissero
vorrebbe dire che la sua opera non sarebbe così geniale.
M.M:
Hai già in mente una nuova produzione o quali altri progetti per
il futuro?
A.S: Ho già finito di scrivere il nuovo disco, entrerò in
studio i primi di settembre, mi auguro già per febbraio prossimo
di pubblicarlo. Intanto tra settembre e novembre farò diverse
esibizioni live in giro per l’Italia.
M.M:
Per concludere ti chiedo se c’è in Italia un artista che ti
piace particolarmente e con il quale magari vorresti registrare
un brano?
A.S: Adesso mi viene in mente un amico, Marco Conidi, uscito
recentemente con un nuovo disco all’interno del quale ho
collaborato scrivendo insieme a lui il brano “l’amore che viene”
impreziosita dal pianoforte di Sergio Cammariere.
A cura di
Marco Masia |