Al Di Meola
 

Si ringrazia per la collaborazione Paula Pitzalis

 


INTERVISTA AD AL DI MEOLA
Paula Pitzalis, sabato 25 giugno ha incontrato Al Di Meola che insieme ad Andrea Parodi hanno presentato al pubblico del "Teatro Comunale di Cagliari" la loro nuova produzione, “Armentos”.


Paula Pitzalis: Oggi la musica, a detta di molti jazzisti come l'amatissimo Paolo Fresu, non pone limiti e confini perché è un un’espressione umana senza generi che si possano inscatolare. Cosa è per Al Di Meola oggi in questo millennio la musica?
Al Di Meola: Oggi ,dal punto di vista della mia esperienza e le molteplici collaborazioni con tanti artisti di tutto il mondo la musica è una forma di espressione che cresce nell’evoluzione personale e che è generata dalle emozioni.

P.P.: Il paragone tra la tua cultura musicale acquisita nel tuo mondo e memoria con quello di altre culture cosa fa scaturire nell’uomo ed artista Al Di Meola? E specialmente questo incontro con Andrea Parodi e la Sardegna?
Al Di Meola: Io, anche con questo incontro con la meravigliosa voce di Andrea Parodi, vivo e pongo in relazione più modi comunicativi perché provengo da genitori italiani, addirittura napoletani, mio padre è di Benevento,e perciò mi viene spontaneo accomunare le due culture latine. Capisco ed interpreto così le emozioni di trasmissione culturale di queste musiche inerenti alla vita di queste genti e persone. Dentro di me porto infine questa eredità. Ne interpreto ogni sfumatura e ne intendo la cultura perché sono cresciuto con questo “ feeling” , questo sentire esistenziale e culturale di un ambiente già predisposto ad un ascolto sia latino che mediterraneo.

P.P.: Quali segni ha lasciato l’11 Settembre nel cuore di Al Di Meola?
Al Di Meola: Oggi , precisiamo , non suono con qualche senso. Io oggi suono, anche a causa di quell’avvenimento che ha lacerato molti animi sia per il dolore umano che storico planetario,con meno “ stress” e più riflessione. C’è più amore e più unione. Dopo l’11 Settembre ogni persona si è avvicinata all’altra con più amore e più rispetto perché siamo spaventati e come umani secondo le necessità associativi diventiamo più sensibili e solidali verso noi stessi. Così ogni persona ha più cura verso l’altro e più solidarietà. Abbiamo bisogno ognuno dell’altro, siamo più vulnerabili e necessitiamo della musica. É molto importante il ruolo della musica. Infatti è come un collante di pace e tutti vogliamo la pace molto di più dopo l’11 Settembre dove la musica ha un ruolo strumenta di unificazione .

P.P.: Allora l’arte può contribuire a cambiare il mondo ?
Al Di Meola:Totalmente! Sì può totalmente cambiare il mondo e renderlo “ santo”, in un significato di purezza e sentimento. Senza l’arte non vi è il divino.

P.P.: Un tuo sogno non artistico?
Al Di Meola: Incontrare la bellezza in ogni luogo ….ed anche le più belle donne…( ridiamo)..
P.P.: Grazie!
Al Di Meola: Grazie a voi!

testi e foto di Paula Pitzalis