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Interviste

Niccolò Bossini

Come ben sapranno i nostri lettori, la redazione di Web Music World è aggiornata su tutto ciò che riguarda i grandi artisti, me segue da vicino anche le così dette realtà underground. Per l’appuntamento di oggi dovete fare quattro piccole operazioni: prendete una sezione ritmica tanto precisa quanto efficace, due chitarre graffianti, una voce con sorprendente cadenza british, mixate il tutto con melodie orecchiabili ma mai banali e otterrete i “Teachers”. I nostri Insegnanti sono Niccolò Bossini (chitarra e voce), Luca Gandolfi (Batteria), Marco Massarenti (basso) e Alessandro Corradi (chitarra). In una pausa del loro tour abbiamo incontrato il front man della band, Niccolò Bossini, che molti di voi conosceranno per aver preso parte alla registrazione dell’ultimo disco e al tour di Luciano Ligabue.

Allora Nick, dopo varie “avventure” ti sei ritrovato a fare il cantante, oltre che il chitarrista, della band. Merito del tuo accento perfettamente inglese. “Guarda, mi sono ritrovato a fare il cantante un po’ per caso, ma di certo, il fatto di avere una cadenza che si avvicina molto a quella inglese mi ha aiutato. E in questo modo ho accesso diretto all’interpretazione delle canzoni, dato che le scrivo io, senza il bisogno di doverle spiegare a un’altra persona”.

Parlaci un po’ del progetto Teachers. “Siamo un gruppo che vuole portare l’idea di fare musica cantata in inglese. Un po’ come fecero i Raw Power (di cui Niccolò fece parte, ndr), ma magari farlo meglio. Il fatto di essere italiani ma di cantare in inglese è una precisa scelta artistica e il fatto di insistere su questa strada sta portando alla creazione di un gruppo di fans che ormai conoscono i nostri testi anche se in inglese. Questo non vuole dire che non canteremo mai in italiano, in fondo anche gli Stones l’hanno fatto”.

Nelle vostre canzoni si sente l’influenza di grandi miti della musica rock inglese, Clash su tutti, ma anche Sex Pistols, Blur. Mi confermi questa impressione? “L’altro giorno, dopo un concerto, uno spettatore mi ha detto che sentiva delle tracce della musica dei Police nei nostri pezzi. Secondo me siamo stati influenzati da gruppi che, a loro volta, hanno ascoltato Clash, Pistols o altri. Poi, essendo un gruppo, ognuno influenza l’altro quando ascolta gruppi nuovi o band storiche che magari non conosceva”.

Immagino che lavorare a stretto contatto con Ligabue ti abbia in qualche modo influenzato. “Luciano ha allargato le mie vedute. Mi ha fatto conoscere artisti che non conoscevo come Bruce Springsteen. Inoltre con lui, e con tutti i musicisti che hanno preso parte al Nome e Cognome Tour, ho fatto molta esperienza da punto di vista dei suoni, dell’arrangiamento”.

Parlaci di come nascono i vostri bravi. Ormai avete realizzato due demo (The Teachers e Drvie Limousine)e un nuovo progetto è in lavorazione. “Negli ultimi brani abbiamo cercato di usare al minimo la terza chitarra, per poter eseguire i brani dal vivo come suonano nel cd. Di solito nasce prima la melodia, poi il testo. Spesso mi viene un’idea, una frase: la annoto e poi ci lavoro sopra. Scrivo in inglese, lo traduco in italiano per renderlo più poetico e poi lo ritraduco in inglese. A livello strumentale, credo che quando suoni una parte e senti che è quella giusta, la devi incidere. Senza pensarci troppo: è vero, potrebbe uscire meglio, ma potrebbero venire anche molti dubbi. In questo senso credo di essere un fatalista”.

E poi potete vantare un seguito di fans sparsi tra Italia e Inghilterra. “Oltre alle date nel nostro paese siamo andati a suonate diverse volte a Londra, dove torneremo il 17 gennaio (al Purple Turtle, ndr). Anche grazie all’uso di internet siamo riusciti a farci conoscere oltre Manica e devo dire che il numero di persone che viene a vederci da quelle parti è in costante aumento. Ci sono tanto ragazzi che si sobbarcano anche il viaggio dall’Italia e per questo li devo ringraziare. Oggi, l’uso di My Space è molto utile a farsi conoscere fuori dai confini nazionali”.

Non ci rimane che fare un grande “in bocca al lupo” a questa rock band che sta mettendo davvero tanto cuore e passione in un progetto che presto, ne siamo sicuri, lascerà le scene underground per farsi notare da platee più numerose.

Per maggiori informazioni, curiosità, per vedere foto o ascoltare i brani dei The Theacers, andata sul sito www.myspace.com/theteachersweb

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Intervista di Fabio Manara
Impaginazione di
Cristian Asara

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